L'assessore al traffico Luigi Febo porterà il provvedimento in giunta entro due settimane
CHIETI. Un trenino su monorotaia per collegare l'ospedale clinicizzato al colle e una serie di parcheggi da realizzare o da potenziare nel centro storico. Lo slogan è: raggiungere qualsiasi punto della città con un solo scambio di bus o altro mezzo di trasporto.
Gira attorno a questi concetti il piano della mobilità urbana (Pum) che l'assessore al traffico Luigi Febo intende portare all'approvazione della giunta entro due settimane al massimo. Naturalmente, si parla di previsioni di lungo periodo (vent'anni) come richiede un piano della mobilità. «Siamo arrivati a questa bozza» spiega Febo, «dopo un'indagine sui flussi di traffico in entrata e una serie di confronti portati avanti con associazioni e categorie portatrici di interessi. Il fine del piano è coniugare mobilità urbana e più alti standard di qualità della vita». Un dato su tutti cita l'assessore, i 33mila ingressi giornalieri di auto a Chieti (intesa nel suo senso più esteso, quindi colle e vallata), secondo i risultati dell'indagine affidata alla Tps di Bologna, costo della ricerca circa 55mila euro.
«Pensiamo a una rete di trasporto urbana costituita dalla combinazione di due sistemi», riprende Febo, «il filobus esteso alla zona Santa Filomena-stadio e una linea di Apm (automated people mover), sorta di trenino di superficie, su monorotaia e vagoni da 20-25 posti con alta frequenza di percorrenza, che colleghi Madonna delle Piane al centro storico». Tra i nodi del Pum è individuata la criticità dei parcheggi sul colle: i problemi maggiori si verificano nell'acropoli, con una offerta di posti su strada che ammonta a 2900 (di cui 900 a pagamento) con la sosta notturna che da sola occupa 1960 stalli. Sono previsti quindi ampliamenti di parcheggi esistenti, ma emerge anche la volontà di liberare strade e piazze dalle auto con la individuazione di spazi riservati ai residenti. Questo spiega la necessità di potenziare il parcheggio di viale Gran Sasso, che dovrebbe raddoppiare con nuovi stalli verso valle e consentire il recupero pedonale di largo Cavallerizza, attuale sede del terminal bus, liberando al tempo stesso piazza San Giustino dall'assedio costante delle auto. Ma servono soprattutto nuovi parcheggi: 300 posti sono previsti in via Nicolini, sotto l'attuale sede dei vigili urbani, e su un'area non ancora ben definita nei pressi della villa comunale (250 posti) o nel rione Santa Maria. Per lo scalo, oltre ai parcheggi attorno al polo universitario-ospedaliero che dovrebbero sorgere con l'insediamento del villaggio olimpico, si parla di nuovi spazi di sosta nell'ex scalo merci della stazione, anche qui con spostamento del terminal bus da piazzale Marconi. Sempre allo scalo, il Pum indica possibilità di integrazione tra percorsi ciclabili e trasporto pubblico su tutto l'asse della Tiburtina. Ma siamo alle programmazioni lunghe. «Nel dettaglio degli interventi», dice Febo, «si potrà entrare solo con il varo del nuovo piano generale del traffico. In linea generale, il Pum darà indicazioni su come cambiarà la mobilità in città, con l'obiettivo di realizzare un sistema di trasporti pubblici intermodale che consenta di muoversi su tutta le direzioni con più facilità».