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Data: 12/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Seggiovia delle Fontari, il bando non sarà impugnato

Gli ambientalisti non intendono impugnare il bando della seggiovia delle Fontari. Lo assicura Antonio Perrotti di «Terre pubbliche», realtà inserita nel network di associazioni ambientaliste che ha criticato con veemenza il piano industriale del Gran Sasso. «Non intendiamo esasperare i toni di questo scontro con l’amministrazione - spiega Perrotti -. Ritengo che possano essere fatti degli aggiustamenti quale quello di accorciare la pista prevista dal nuovo progetto mettendoci tutti intorno a un tavolo. Nei prossimi giorni avremo un nuovo incontro fra tutte le associazioni per parlare piuttosto di altri progetti previsti nel piano che non convincono, come ad esempio la realizzazione del nuovo impianto di collegamento fra Montecristo e la Scindarella che a nostro avviso è molto invasivo e poco utile». A proposito di utilità, Perrotti, come del resto gli altri ambientalisti, ritiene che il peccato originale sia quello di puntare al solo sviluppo invernale della montagna che, a causa delle pessime condizioni meteo, regala soltanto una quarantina di giorni sugli sci. «Non può essere questo lo sviluppo turistico - insiste Perrotti -. In questo modo il rapporto costi benefici non potrà mai essere positivo. E questo è anche uno dei motivi per cui l’operazione di privatizzazione della gestione si è rivelata fino a oggi fallimentare». Sulla gestione gli ambientalisti propongono un modello diverso capace di rendere tutti gli attori del Gran Sasso protagonisti. La proposta dei Green è quella di superare il modello di gestione da parte privata, sostituita, invece, da una vera gestione partecipata di tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo del Gran Sasso quali gli Usi civici, gli albergatori, l’amministrazione comunale, i ristoratori, i maestri di sci e altri soggetti. «Si potrebbe pensare alla costituzione di una cooperativa della quale ognuno avrebbe una quota dei ricavi e delle perdite. Più soci ci saranno e meglio sarà». Una proposta che si contrappone invece a quella intrapresa dall’amministrazione che intende delegare a Invitalia il periodo di transizione fra la gestione da parte del Centro turistico del Gran Sasso e quella della individuazione di un socio provato che dovrà invece occuparsi della stazione sciistica, lasciando al Comune dell’Aquila la proprietà della stazione funivia, impianti e strutture ricettive.

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