PESCARA Il Pd boccia la giunta Chiodi in materia di sanità e presenta la sua proposta alternativa, il governatore uscente Gianni Chiodi risponde per le rime all’aspirante successore Luciano D’Alfonso. All’Auditorium Petruzzi di Pescara presentati i risultati dell’indagine svolta dal gruppo di lavoro del Pd, composto dal vicepresidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico, dalla parlamentare Maria Amato e da medici, primari ed esperti come Roberto Marzetti, Francesco Ricci, Gianfranco Visci, Silvio Basile, Vittorio Di Michele, Alessia Parlatore e Antonio Ciofani. «L’analisi dei conti dimostra che negli ultimi anni, nella sanità abruzzese, entrate e uscite non si sono mai incontrate – attacca l’ex direttore della Asl aquilana Marzetti – Il pareggio di bilancio è stato raggiunto con entrate straordinarie e con un drastico ridimensionamento dei servizi». Ed elenca: «La mobilità passiva è fuori controllo, la rete di emergenza-urgenza è inadeguata e il numero degli screening, a partire dal 2009, è crollato, a tal punto che qualcuno dovrà assumersene la responsabilità morale nei confronti di molti pazienti». Secondo l’esponente del Pd, il fallimento della giunta Chiodi è certificato dai rilievi avanzati dal tavolo di monitoraggio. La deputata Maria Amato, che è anche primario ospedaliero, rincara la dose: «La contabilità non è l’unico indicatore di una sanità in salute e i criteri fondamentali devono essere la qualità e l’equità dei servizi». Amato invita a ripartire dalla politica sanitaria della giunta Del Turco. Poco importa che proprio l’amministrazione Del Turco, travolta da Sanitopoli, lasciò in eredità la voragine debitoria, dalla quale scaturì il commissariamento della sanità abruzzese. Marzetti elenca gli obiettivi fissati dal gruppo di lavoro del Pd, in vista della prossima consiliatura regionale: «Nuova organizzazione sanitaria territoriale, con la costruzione delle Case della Salute, riorganizzazione della rete ospedaliera, sulla base delle reti cliniche, ridefinizione del rapporto con le Università, realizzazione della rete di emergenza-urgenza e accordo con le Regioni limitrofe per uno scambio di prestazioni sanitarie». L’analisi e le proposte incontrano il plauso del segretario regionale Silvio Paolucci, dei consiglieri Camillo D’Alessandro e Marinella Sclocco e dell’aspirante governatore Luciano D’Alfonso, che si riserva l’intervento conclusivo. «È stato ben precisato cosa occorre fare, ma io vorrei occuparmi del come fare per raggiungere standard di qualità all’altezza delle aspettative. Credo nella cultura dell’organizzazione e in tal senso noto una grande sciatteria nella gestione uscente, che ad esempio si cristallizza nella spesa per i global service». Infine gli annunci, piuttosto vaghi ed enigmatici: «Troveremo punti di collaborazione con i privati e le università, garantendo il diritto alla quantità e alla qualità, e ci doteremo di strumenti di monitoraggio quotidiano, per misurare quanto faremo». Secca e persino in anticipo la replica di Chiodi, che eveidentemente conosceva le tematiche del suo avversario: «Vorrei spiegare al candidato D'Alfonso, dato che non ha mai partecipato ad un Tavolo di Monitoraggio della sanità, che risanamento dei conti e salute dei cittadini sono tra loro strettamente collegati. Se non ci fosse stato il risanamento, non avrei potuto assumere 1900 persone, tra medici e infermieri, perché dopo il 2007 avevamo il blocco delle assunzioni. Senza risanamento non avrei potuto neanche ridurre le tasse agli abruzzesi dato che uno dei presupposti è avere per due anni il bilancio in utile». E sottolinea: «I 36 milioni di utile del bilancio 2013 saranno utilizzati per investimenti nel nostro sistema sanitario, dato che come ha certificato il Ministero dell'economia non ci sono più debiti e perdite da coprire».