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Data: 13/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Alitalia, intesa vicina con Etihad. C’è ancora il nodo esuberi, ma il governo preme per l’accordo con la compagnia di Abu Dhabi

ROMA Lo scoglio più grosso, quello del debito, che con il nodo occupazionale rappresenta l’ostacolo maggiore nella trattativa con Etihad, sembra avviato a soluzione e dopo il vertice a Palazzo Chigi di ieri, secondo fonti di governo, si sarebbe molto vicini a un accordo con le banche. Per questo ora è necessario non lasciare cadere l’opzione offerta dalla compagnia di Abu Dhabi e chiudere la trattativa. Possibilmente rispondendo alla società emiratina già questa settimana. Questi i temi dell’incontro che l’a.d. di Alitalia Gabriele Del Torchio, il presidente Roberto Colaninno e i soci bancari, hanno avuto a palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio e, in collegamento telefonico con il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Rappresentanti del governo che hanno invitato i vertici di Alitalia ad «andare avanti con la trattativa e chiudere con Etihad», perché è «una grande opportunità». Nei prossimi giorni - ha spiegato Palazzo Chigi al temine dell’incontro - «ci saranno nuovi importanti contatti tra le due compagnie». Ancora qualche limatura dunque, ma l’accordo con gli istituti sulla rinegoziazione del debito dovrebbe essere in dirittura d’arrivo. Insomma, al 90% le richieste arabe verrebbero soddisfatte, mentre si lavora ancora per mettere a punto un meccanismo di garanzia per i sacrifici che vengono chiesti agli istituti creditori. Poi saranno convocati i sindacati, per trovare una soluzione al problema degli esuberi. Etihad avrebbe chiesto di rinegoziare un minimo di 400 milioni (ma potrebbero arrivare a 565 i se si aggiunge la nuova finanza versata ad inizio anno), attraverso la cancellazione o la conversione in equity. Per andare incontro ulteriormente alle richieste di Etihad, che vorrebbe garanzie sulle pendenze passate della compagnia aerea italiana, Alitalia ha anche messo a punto la proposta di costituire una newco, dove far confluire business e attività e dove far entrare il partner emiratino con una quota del 49%, con un investimento di circa 560 milioni. Debiti e contenziosi pregressi, insieme agli esuberi, resterebbero invece nella old Alitalia. Ma non è detto che tutti i debiti restino in capo alla holding. «Siamo un Paese industriale e a vocazione turistica: il trasporto aereo è fondamentale: non disperderlo e non regalarlo a zero euro a chi ha scommesso sul fallimento», ha detto Lupi, senza precisare di chi parlasse.

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