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Data: 13/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, le banche aprono a Etihad. Vertice a Palazzo Chigi Spunta il convertendo per uscire dall’impasse

ROMA Intesa Sanpaolo e Unicredit accettano di negoziare sul piano di Etihad-Alitalia, in parallelo con la soluzione del nodo sugli esuberi e alle altre richieste pervenute da Abu Dhabi. Ieri sera, al termine del un nuovo vertice a Palazzo Chigi di due ore e mezza, la strada sembrava in discesa: c’erano il sottosegretario Graziano Delrio, affiancato da Fabrizio Pagani con il ministro Maurizio Lupi collegato in videoconferenza, presenti Roberto Colaninno e Gabriele Del Torchio, rispettivamente presidente e ad di Alitalia con al fianco Sergio Erede, Alessandro Decio, capo dei rischi di Unicredit, Carlo Messina ceo di Intesa Sanpaolo accompagnato da Gaetano Miccichè (dg corporate) e Paolo Grandi (chief governance officer). Intesa è il primo socio di Alitalia con il 20,59% e ha un’esposizione di 360 milioni, di cui 200 di linea di credito per cassa, il resto in equity, mentre Unicredit ha il 12,99% con un’esposizione di 230 milioni di cui 50 di capitale, circa 180 di prestiti. Alla riunione hanno partecipato anche esponenti di Mps e Popolare di Sondrio, le altre due banche creditrici con importi minori. A valle del vertice, i rappresentanti delle quattro banche e Del Torchio si sono riuniti presso la sede romana di Intesa in via del Corso per approfondire i termini della possibile mediazione: circa 190 milioni cancellati, 375 milioni trasformati in un convertendo. «Il governo, gli azionisti e le banche creditrici hanno convenuto che la trattativa con Etihad dovrà proseguire e condurre ad un esito positivo», recita una nota di Palazzo Chigi dalla quale si evince il pressing compiuto sugli istituti. «Si tratta di una grande opportunità di sviluppo di un importante marchio italiano e per il sistema Paese».
STRADA IN DISCESA
I due istituti maggiori avevano posizioni diverse rispetto alla richiesta di Etihad di cancellare circa 350 dei 565 milioni di debiti a breve (compresi i 165 di nuova finanza erogati a febbraio scorso) e trasformare in capitale la parte residua. «Siamo disposti a fare quello che è possibile, che non vuol dire tutto, per aiutare la soluzione di questa trattativa», ha dichiarato Ghizzoni (che non ha partecipato al summit) a valle della presentazione dei conti di Unicredit.
Intesa Sanpaolo era contraria al write-off che avrebbe significato rinunciare a circa 120 milioni, Unicredit invece riteneva che dei 120 milioni circa di factoring tecnicamente non fosse agevole trasformarne una parte in capitale. E anche i due istituti minori non sarebbero così entusiasti. In nome del sistema Italia, Delrio e Lupi hanno insistito affinché le banche si ricompattino sotto una posizione unitaria che agevoli il piano: di qui la riunione tecnica di ieri sera che è stata aggiornata. Ghizzoni ha svolto un’informativa al cda di Unicredit di ieri, Messina si riserva di portare la decisione definitiva al cdg di venerdì 15. «Nei prossimi giorni ci saranno nuovi importanti contatti tra le due compagnie, Alitalia ed Etihad», ha comunicato Palazzo Chigi»: entro fine settimane banche, soci e Alitalia dovrebbero trovare un’intesa e Del Torchio dovrebbe rivedere il ceo di Etihad, James Hogan. «Il piano non l'abbiamo visto direttamente» ha aggiunto Ghizzoni, «ci è stato illustrato a grandi linee dalla stessa Alitalia (giovedì scorso c’erano anche le banche a Palazzo Chigi e il giorno dopo c’è stata un call con i principali soci, ndr), mi sembra un piano interessante perchè è di crescita industriale con decisioni importanti su rotte, aerei, sinergie». Il piano arrivato a Del Torchio prevede il ritorno a break even in 3-5 anni, un incremento a due cifre dei ricavi, circa 300 milioni di sinergie da costi.

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