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Data: 14/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Irpef, decreto blindato: non si allarga la platea del bonus

ROMA Decreto blindato o quasi. Nonostante le proposte di modifica presentate o quanto meno annunciate sia dalla maggioranza che dall’opposizione, l’impianto del provvedimento non dovrebbe subire modifiche rilevanti durante il passaggio al Senato (i cui tempi sono destinati a slittare). Ieri in commissione Bilancio scadeva il termine per la presentazione degli emendamenti; intanto l’aula di Palazzo Madama si avvia ad approvare un altro decreto, quello in materia di casa ed emergenza abitativa, che poi deve passare alla Camera.
Il cuore del primo provvedimento è naturalmente il credito di imposta di 80 euro al mese riconosciuto a partire dal mese di maggio ai lavoratori dipendenti con reddito compresi tra 8.000 e 26.000 euro l’anno. Misura destinata a concretizzarsi già con le buste paga di maggio, ma che il Nuovo Centro Destra vorrebbe estendere ai lavoratori a basso reddito con partita Iva e alle famiglie con figli che hanno un reddito più alto della soglia già prevista. Le proposte in questa direzione sono state presentate ieri dallo stesso Alfano, ma le possibilità che vengano effettivamente prese in considerazione sono limitatissime, come ha confermato ieri il viceministro dell’Economia Morando.
LE COPERTURE
Ancora più drastici ed irrealizzabili gli emendamenti presentati da Forza Italia, che vorrebbe allargare il beneficio fiscale a incapienti (coloro che hanno un reddito fino a 8 mila euro all’anno) pensionati e lavoratori autonomi. Ed in più lasciare al 20 per cento l’aliquota sulle rendite finanziarie, cancellare la Tasi e aumentare le pensioni minime. Le coperture proposte dal partito di Berlusconi sono però di tipo una tantum, fanno affidamento su un potenziamento delle privatizzazioni.
In realtà gli aggiustamenti possibili sono piuttosto contenuti, come ha indicato Maria Cecilia Guerra (Pd) che insieme a D’Alì del Ncd svolge il ruolo di relatore. La stessa Guerra ha fatto sapere di non aver intenzione di presentare emendamenti in prima persona, come invece accade solitamente con questo tipo di provvedimento. Le modifiche potrebbero concentrarsi sul capitolo Rai, con un rafforzamento della scelta di escludere dalla razionalizzazione le sedi regionali e sulla tassazione delle rendite finanziarie: in quest’ultimo caso verrebbe solo riequilibrato il trattamento fiscale tra partecipazioni qualificate e non qualificate, con l’assetto attuale penalizza queste ultime (ossia quelle che non arrivano al 2 per cento del capitale). Il governo, per bocca del sottosegretario Baretta, ha poi ribadito la correttezza delle scelte sulle coperture, in risposta ai tecnici del servizio Bilancio di Palazzo Madama.
Intanto oggi l’aula del Senato darà il via libera con il voto finale a un altro decreto, quello in materia di casa, che contiene tra l’altro l’incremento dei fondi per sostenere gli inquilini e maggiori sgravi fiscali per i proprietari. Inoltre con un emendamento la possibilità di fruire del bonus mobili è stata svincolata dalla spesa per ristrutturazioni. Proprio sul tema dell’abitazione resta aperta la questione Tasi. Il governo è intenzionato ad intervenire per evitare confusione alla prossima scadenza del 16 giugno: l’orientamento sarebbe quello di rinviare a dicembre il pagamento per tutti gli immobili, nel caso il Comune non abbia deliberato su aliquote e detrazioni. La novità potrebbe essere formalizzata tra oggi e domani.

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