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Pescara, 15/05/2026
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Data: 08/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Avezzano verso il voto. Agricoltura, e industria, le grandi sfide del futuro. Il miglioramento del servizio ferroviario. L'apertura dell'Interporto, attesa da dieci anni, darebbe un forte impulso all'economia

La bufera di Tangentopoli che spazzò via la vecchia classe dirigente e il sogno di Az

AVEZZANO. Una città, Avezzano (41.695 abitanti, secondo le ultime stime Istat) aperta, dinamica, che chiede alla sua classe dirigente di interpretarne le istanze di crescita e di cambiamento. Per diventare, legittimamente, il centro motore della Marsica. Una città che, accanto all'agricoltura, settore trainante dell'economia, è interessata da un promettente processo di industrializzazione, la cui punta di diamante è rappresentata dalla Micron. Un'azienda che oggi dà lavoro a 2.000 persone. Un processo che non può venire bloccato dalla crisi che alcune industrie, come la Oliit, stanno attraversando. Dunque l'agricoltura non solo ha ceduto in parte il passo all'industria, ma negli ultimi 15 anni è cambiata. Non più un'agricoltura protetta e sostenuta dagli aiuti statali, ma legata alla dinamica d'impresa e capace di competere sul mercato. A contribuire a questa profonda trasformazione è stata Tangentopoli. Nell'autunno del 1992 l'intera classe dirigente che aveva gestito fino ad allora le sorti della città è stata spazzata via dalla magistratura. È stato il crollo di un sistema di potere basato sul clientelismo e il malaffare.
L'ERA SPALLONE. A gestire la transizione di quel crollo è stato Mario Spallone. Già sindaco per 15 anni di Lecce nei Marsi, sua città natale, dove ha cancellato (unico sindaco nella Marsica) la vergogna delle baraccopoli, l'ex medico di Togliatti ha retto le sorti di Avezzano per due legislature. Dotato di forte personalità, non ha esitato, in più di un'occasione, a decidere in contrasto con il suo stesso partito, il Pds. Spallone ha avuto il merito di ridare speranza a una città stremata dallo scandalo di Tangentopoli. In questa tornata elettorale il Professore si è candidato come consigliere nella lista di Gino Milano.
MICRON. È durante l'amministrazione Spallone che la Micron, subentrata alla Texas Instruments, ha trovato ad Avezzano le condizioni favorevoli per crescere. Oggi la multinazionale Usa, leader mondiale nel settore della micro-elettronica, punta al raddoppio dello stabilimento. Trovando in questo la collaborazione delle istituzioni a tutti i livelli, a cominciare dalla giunta Del Turco. Un'azienda, la Micron, che rappresenta una speranza concreta di lavoro per tanti giovani.
L'INTERPORTO. Un fortissimo impulso all'economia di Avezzano e della Marsica può dare l'Interporto. Diventando snodo di merci, l'Interporto snellirebbe le procedure e faciliterebbe notevolmente le operazioni commerciali, evitando che queste siano effettuate, come avviene oggi, in più punti della Marsica, con relativo intasamento del traffico. Inoltre insieme all'indotto, darebbe lavoro a centinaia di persone. Purtroppo, a causa delle lungaggini burocratiche, l'opera, iniziata 10 anni fa, non è stata ancora ultimata. Si spera che, entro il 2008, l'Interporto, già inaugurato in pompa magna due volte, possa finalmente vedere la luce.
LA FERROVIA. Un'altra esigenza fortemente avvertita dagli avezzanesi è il miglioramento del servizio ferroviario. Ogni giorno centinaia di lavoratori e di studenti devono raggiungere la capitale. Ma spesso i treni si bloccano e i pendolari restano a piedi. Le manifestazioni di protesta e le petizioni ormai non si contano più. Le Ferrovie più volte hanno assicurato interventi per l'ammodernamento della linea. Ma finora solo promesse.
LA PROVINCIA. Quella dell'autonomia è stata da sempre una grande aspirazione di Avezzano. Tanto che negli anni Settanta la proposta di istituzione della Provincia, presentata alla presidente della Camera, Nilde Iotti, portava la firma di 52mila persone. La Marsica si mobilitò a sostegno dell'iniziativa. Ma in sede parlamentare il progetto per l'istituzione di Az si arenò. A nulla valsero le manifestazioni e i cortei davanti a Montecitorio. Un sogno quello della Provincia destinato probabilmente a rimanere tale.

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