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Pescara, 18/03/2026
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Data: 27/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Le regionali in Abruzzo - D’Alfonso vince. In Regione netta vittoria del centro-sinistra: la grillina Marcozzi solo terza dietro a Chiodi

PESCARA Arriva alle 20 in macchina col figlio Francesco Cetteo. Giacca sportiva, scarpe scure con stringhe bianche, sulla camicia e alla cintura ha spillati i simboli delle sue due liste civiche “Valore Abruzzo” e “Regione Facile”. Impiega venti minuti per coprire i pochi metri che lo separano dal comitato elettorale di piazza Unione. Pacche sulle spalle, baci, incoraggiamenti. Luciano D’Alfonso, nuovo presidente della regione Abruzzo, eletto dalle otto liste del centrosinistra, è in ampio vantaggio sullo sfidante Gianni Chiodi e ancora più lontano dalla grillina Sara Marcozzi: 47% contro il 29,80 dell’uscente, il 20,2 della candidata 5 Stelle e il 2,9 di Maurizio Acerbo quando mancano poco più di 300 sezioni su 1642. Una vittoria strappata di forza, anche contro le perplessità del suo stesso partito, dopo primarie di coalizione stravinte percorrendo 16 mila chilometri a bordo di un camion due assi, e una campagna elettorale vissuta senza un attimo di tregua alla vecchia maniera (comizi, strette di mano e volantinaggi). D’Alfonso è dunque raggiante, ma trattiene l’entusiasmo: «Mi aspettavo questo risultato perché ho girato l'Abruzzo in ogni piazza. E l'Abruzzo che vale mi ha risposto che vuole valere ancora di più. In campagna elettorale», aggiunge, «i miei avversari hanno dato poca concretezza ai temi e ogni volta che trovavo rabbia mi accorgevo che avrei vinto per dare voce all'Abruzzo migliore». Come la signora che gli si getta al collo per baciarlo e festeggiarlo: «Ecco, queste sono le persone normali. Ho cento persone normali che mi aiutano da sempre...». Poi, quando l’assalto dei media si fa più forte finge di ritrarsi: «Risponderò solo a domande sulla vita di San Filippo Neri», dice alludendo alla giornata di raccoglimento che ha trascorso domenica nel convento dei francescani di Leonessa. «Domani? Domani andrò a pregare sulla tomba di un grande abruzzese, il primo presidente della regione Emilio Mattucci, il primo presidente che ha firmato una legge di programmazione regionale» (e dopo pochi minuti chiamerà la vedova («pronto? Granzie...grazie per le parole mia cara...»). Poi, guadagnata la porta del comitato («Un santuario non brigatista ma sempre pronto a fare progetti») parla e risponde alle domande, ma prima chiede i dati aggiornati che, diligentemente, il suo braccio destro Marco Presutti gli comunica: «D’Alfonso 47%, Chiodi...Marcozzi...» (applausi, grida, evviva). «Ho ricevuto una chiamata ed un sms da Gianni Chiodi che mi hanno fatto molto piacere», confida, «alla chiamata non ho potuto rispondere, all'sms sì. Credo che lui volesse esprimermi il riconoscimento di questo risultato». Qualcuno grida “...sottomissione!”, D’Alfonso allarga le braccia per zittirlo: «Mi pare che sia un gesto di gentleman agreement. Apprezzo queste regole di civiltà che, a tratti, in campagna elettorale non sono state coltivate». Non risponde a chi chiede se ha ricevuto una telefonata anche da Matteo Renzi («Ho ricevuto tante chiamate alle quali non ho risposto...mi ha chiamato Andrea Orlando...»). Intanto si stringe al fianco Francesco Cetteo: «Dovete sapere che in casa sono in minoranza. L’unico a sostenermi è Francesco Cetteo, in itinere c’è però Luca. Ho contro anche mia madre che mi para da tutte le cattiverie. E alcuni hanno voluto scommettere proprio sulla cattiveria...». Poi entra subito sui temi che lo attendono: «Metterò grande energia nei prossimi cinque anni, nei quali dedicherò guerra ai problemi dell'Abruzzo». «La prima cosa che farò quando entrerò in Regione sarà una lettera ai dirigenti per conoscere il deficit e i debiti della struttura amministrativa. La mia sarà una condotta ad alto rendimento istituzionale: non mi interessa il cimento partitico. Al primo posto in agenda ci sarà il risanamento dei fiumi abruzzesi». Ma preme anche il tema dell’Aquila : «Dopo cinque anni renderemo spedita la funzione di ausilio della Regione a favore dei Comuni del cratere e della ricostruzione. Oltre alle mura aiuteremo anche le imprese a ripartire. Sarà un impegno esclusivo, senza risparmiarmi un attimo, per la ricostruzione». Per questo ieri dopo la festa in piazza Salotto D’Alfonso ha voluto raggiungere all’Aquila il sindaco Massimo Cialente, la parlamentare Stefania Pezzopane e soprattutto Giovanni Lolli che molto probabilmente sarà l’assessore esterno della sua giunta, con delega alla ricostruzione e al lavoro. A mettere il suggello alla vittoria è il sottosegretario Giovanni Legnini: «La vittoria in Abruzzo è stata bella ed ampia nel contesto dello straordinario successo del Partito democratico in tutta Italia. La capacità di Luciano D'Alfonso di fare coalizione e la funzione di traino del Pd e delle liste civiche collegate ha determinato una vittoria attesa, ma che è andata oltre le aspettative. Auguri a Luciano», aggiunge Legnini, «che dovrà affrontare grandi sfide in una regione afflitta da enormi problemi accumulati negli anni. Con lui e con il nuovo consiglio regionale, ce la metteremo tutta, anche dal Governo e dal Parlamento, per restituire pratiche di buon governo, dignità e speranza ad una regione con straordinarie potenzialità di crescita». Il primo impegno del nuovo governatore sarà più politico che istituzionale: mettere ordine nelle sue liste e scegliere i nomi della giunta. E forse allungherà la campagna elettorale di due settimane. Pe r dare una mano a Marco Alessandrini e alla città che ama. Pescara.

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