PESCARA Le truppe di Luciano D’Alfonso fanno l’appello e giocano sulle preferenze e sui resti per conquistare un seggio all’Emiciclo. Per qualcuno l’aspettativa aumenta con l’ambizione di ricoprire un ruolo in giunta. Gli assessori saranno complessivamente sei, uno dei quali obbligatoriamente esterno. I pasticci del sito della Regione hanno causato una valanga di ritardi scatenando proteste un po’ ovunque. Siamo costretti a fornire dati parziali, recuperati in maniera difficoltosa (vedi servizio a destra). Saranno 18 i consiglieri di maggioranza rispetto ai 13 di minoranza. In provincia dell’Aquila, stando ai dati parziali, si è registrata una netta affermazione del candidato del Pd, Pierpaolo Pietrucci, che fa il pieno all’Aquila e conquista il primato nella lista provinciale del Partito democratico con 6.910 (dato non definitivo). Una lista, quella del Pd, molto competitiva con due consiglieri uscenti come Giuseppe Di Pangrazio (5.835) e Giovanni D’Amico (3.557) a caccia della conferma in consiglio regionale e alcuni neofiti come la neurologa Anna Maria Bacchetta, di Celano, che si è piazzata al quarto posto, e Massimo Di Paolo, dirigente scolastico di Sulmona. Alla fine la classifica tutta interna al partito di Matteo Renzi ha visto prevalere Pietrucci su Di Pangrazio (entrambi eletti) con D’Amico e Bacchetta a seguire. «Ho ottenuto quasi 5mila voti solo all’Aquila», annuncia gongolante Pietrucci, «e un po’ me l’aspettavo. Ciò che emerge è la forte esigenza di territorialità. Io ho preso voti all’Aquila, ma anche a Trasacco, per esempio, dove sono stato il più votato del Pd. Bene anche nella Valle del Sangro. Ho registrato un forte legame tra gli elettori e un candidato giovane. Una riflessione emerge nettamente: l’area interna con il timore di uno spopolamento». «Ebbene», sottolinea ancora il più votato del Pd, «c’è stata una grande risposta di tutto il territorio. Un ruolo in giunta? Vedremo, io lavorerò sempre con umiltà e tra la gente, continuando anche a giocare a rugby. Il guaio dei politici e della politica è lo scollamento dal territorio. Il mio è un rinnovamento supportato da esperienze amministrative e politiche importanti. Un grosso limite è stato quelli dei provvedimenti legislativi senz’anima che non soddisfacevano le aspettative di associazioni e cittadini». Sulle aspettative di giunta Pietrucci sottolinea che «ci vogliono competenze e io credo di poter lavorare nella ricostruzione e nel lavoro», lanciando ufficialmente «la candidatura di Giovanni Lolli come assessore alla Ricostruzione della giunta D’Alfonso. Noi siamo una squadra di persone che vogliono fare il bene comune. E mi riferisco a Lolli, Giovanni Legnini, Stefania Pezzopane e tanti altri. Da 15 anni non si eleggeva un consigliere regionale all’Aquila, peraltro con queste preferenze». Tra le liste civiche in appoggio a D’Alfonso, Regione facile con Lorenzo Berardinetti (2.670) e i Socialisti con Gianni Padovani (1.649) si contendono un seggio. Il quarto sarà di Abruzzo civico con una affermazione di Andrea Gerosolimo che si è imposto nel testa a testa con l’ex assessore alla Protezione civile della giunta Chiodi, Daniela Stati. A Teramo città la più votata del Pd è Anna Marcozzi che ha ottenuto 814 voti e ha superato Mauro Di Dalmazio (Abruzzo futuro per Chiodi) con 720. Secondo più votato del Partitp democratico nella roccaforte di Chiodi è Sandro Mariani (648). Nella circoscrizione di Teramo, invece, netta l’affermazione di Dino Pepe con 2.404 preferenze che precede Sandro Mariani (876). In provincia di Chieti il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, come dato parziale si attestava sulle 1.778 preferenze ed era al primo posto, davanti a Camillo D’Alessandro. Alessio Monaco (Regione facile) viaggiava sui 1.282 voti. A Pescara Donato Di Matteo (1.263 preferenze) ha fatto il pieno risultando largamente il più votato ed entrerà in consiglio con il rullo dei tamburi. La piazza d’onore se la contendono Alberto Balducci e Marinella Sclocco, consigliere regionale uscente. Per Abruzzo civico il secondo seggio scatta a Chieti e, insieme a Gerosolimo, dovrebbe andare a uno tra Mario Fiorentino Olivieri e Nicola Quadrini. Il quadro non è completo perché mancano i dati ufficiali.