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Pescara, 18/03/2026
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Data: 27/05/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il ritorno a Piazza Salotto da governatore d’Abruzzo Festa spontanea con Legnini, Cialente e Alessandrini Lolli parla da vice presidente: «Sì, è una possibilità»

PESCARA La piazza dei trionfi e di una caduta rovinosa è tornata piazza della gioia per Luciano D'Alfonso. Sono lontani i tempi del primo hurrà al Comune di Pescara e pure quelli del crollo del Calice di Toyo Ito, tanto voluto quanto amaro per Lucianone da Lettomanoppello. L'ha dovuto bere fino alla feccia per tornare a rivedere le stelle in piazza Salotto, ora il Calice non c'è più e per D'Alfonso sono spariti i fantasmi del passato, forse. Il dubbio rimane perché ieri sera, nella festa improvvisata a piazza Salotto, abbiamo ritrovato un D'Alfonso vittorioso e orgoglioso come sempre, ma più consapevole dei rischi e delle responsabilità che un'azione amministrativa a tutto gas come la sua possono comportare. Sarà anche per questo che, appena tre giorni dopo il comizio di chiusura della campagna elettorale, il ritorno di D'Alfonso nella piazza più amata non aveva nulla dei toni trionfalistici di un decennio fa. Gente ce n'era grazie al passa parola partito dal comitato, festa più spontanea che organizzata, "quella grande - ha tenuto a precisare prendendo sottobraccio Marco Alessandrini - la faremo fra due settimane". Alessandrini ha sorriso, ringraziato in cuor suo, ma avrà pure toccato tutto ciò che è lecito. Non perché non si fidi del vaticinio dalfonsiano, ma perché non si sa mai quello che al mondo ci può capitar. D'Alfonso, lui, dubbi non ne ha e tanto per far vedere ha dato un'ultima spinta al candidato sindaco atteso dal ballottaggio l'8 giugno. "Sono carico al punto giusto - ha detto Alessandrini - e non aggiungo altro, per scaramanzia". Dalle 21.30, un'ora abbondante mixata fra programmi e progetti d'autore, le facezie di 'Nduccio e le note di "We are the champion" dei Queen, a chiudere con note liete la serata. In piazza Salotto, Luciano Ovunque ha sfoggiato appena qualche sorriso in più rispetto allo zero assoluto di piazza Unione, a caldo subito dopo aver catturato la vittoria. Che non gli ha fatto dimenticare "i colpi bassi degli avversari", "le cattiverie e le invidie", ha sottolineato. Poi non ha risparmiato un siluro al sindaco uscente Luigi Albore Mascia, senza mai citarlo, parlando di "paline dell'Anas" e delle "22 denunce ricevute". Riferimenti più o meno criptici, molto più espliciti quelli alla voglia matta di fare l'asso pigliatutto. Camillo D'Angelo gli ha suggerito un "Non c'è due senza tre", riferendosi ai primi due trionfi centrati da Renzi e D'Alfonso e lui, Luciano Ovunque, ha raccolto l'assist: "Per il terzo al Comune di Pescara, da oggi in poi tutti a testa bassa per fare il pieno". Sulla location da scegliere per la festa grande, qualcuno ha suggerito il Ponte del mare, poi D'Alfonso ha chiuso il discorso: "Squadra che vince non si cambia, non si cambia neanche la piazza, ci ritroviamo qui". Il botta e risposta con 'Nduccio ha chiuso in gloria la prima serata da presidente della Regione: "Lo vedo bene come vice sindaco di Pescara" e il comico, di rimando, in dialetto: "Lascia perde, mi mannate a fa l'assessore a Montesillvano e li viste com'ha finite?". Chiuso con la politica, 'Nduccio ha rilanciato su D'Alfonso appellandolo "Tu sei il sindaco d'Abruzzo". E giù applausi anche dall'interessato che ha particolarmente gradito. Lasciato il palco, D'Alfonso si è consegnato agli abbracci dei fans prima di andare in Rai per registrare il collegamento con "Porta a porta". Un sorriso a tutto tondo tradisce Giovanni Lolli: "Io vice presidente della Giunta regionale? E' possibile, vediamo e aspettiamo qualche giorno". Così l'ex parlamentare ex ex sottosegretario aquilano conferma le indiscrezioni che girano da tempo e che lo vogliono primo tassello del governo dalfonsiano a Palazzo dell'Emiciclo. Un sorriso che vale quanto un'investitura, rimane da vedere quali deleghe Lolli sarà chiamato a gestire. Non solo Lolli, ma anche Massimo Cialente era sul palco di piazza Salotto, a braccetto col neo presidente. "So che D'Alfonso ha messo L'Aquila in cima alla lista dei problemi da affrontare - ha detto il sindaco - e con lui i progetti sono già avviati, dalla nuova legge sull'urbanistica a quella su L'Aquila capoluogo". Molta aquilanità sul proscenio, ma anche pescaresità con la deputata Vittoria D'Incecco e Marco Alessandrini, teatinità con il sottosegretario Giovanni Legnini, giuliesità (nel senso di Giulianova) con Claudio Ruffini, e poi gli showmen di venerdì, tranne Alessandro Haber, con 'Nduccio in gran forma e Mimmo Locasciulli che ha lasciato a 'Nduccio l'onore di cantare chiudendo con "Eppure soffia ancora" di Pierangelo Bertoli.

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