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Data: 27/05/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Pietrucci consigliere a vele spiegate Testa a testa tra Ricciuti e Iampieri. Non confermato Gianfranco Giuliante, fuori anche Morgante. La grande marcia verso l’Emiciclo Volano Febbo, Di Paolo e Paolucci. Confermato anche il capogruppo uscente del Pd D’Alessandro

L'AQUILA Da brutto anatroccolo a cigno imperiale nel giro di pochi mesi. E' la parabola di Pierpaolo Pietrucci neo consigliere regionale del Pd, che in poco meno di un anno è passato da giovane di belle speranze a speranza di un partito che con lui punta a cambiare passo e classe dirigente. Consigliere provinciale, Pietrucci nel luglio 2013 fu defenestrato dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, perché ritenuto "colpevole” di essere troppo vicino ad alcuni giornalisti di un quotidiano locale. L'inizio del suo travaglio tra gli uffici del Comune del capoluogo, di cui è dipendente, ha segnato la scossa che lo ha portato prima a vincere le primarie, sbaragliando Alfredo Moroni, assessore in carica alle opere pubbliche nel capoluogo e appoggiato da Cialente, e poi a conquistare un seggio, superando quota 6700 preferenze e giocandosi un testa a testa con un altro pezzo da novanta democrat, Giuseppe Di Pangrazio che a scrutinio in corso era fermo a 4700 voti. Un duello che si è risolto solo a tarda notte e di cui è possibile fornire solo un dato parziale a causa del cervellotico sistema di pubblicazione delle preferenze pensato in Regione, dove i dati sono stati pubblicati a singhiozzo ed in ritardo rispetto agli standard di un paese occidentale. Per questo, rispetto alle proiezioni che riportiamo, il dato è da prendere con le molle perché nonostante le tecnologie ed i sistemi informatici di ultima generazione di cui l'uomo è in possesso nella nottata di ieri non era ancora possibile stabilire quali fossero le reali e definitive preferenze raccolte dai singoli aspiranti consigliere; per come erano riportati i dati a quell'ora non dovrebbe essere arrivata la conferma per il vice presidente del Consiglio uscente Giovanni D'Amico. Mentre salvo stravolgimenti notturni un altro seggio dovrebbe essere appannaggio di Lorenzo Berardinetti della lista "Regione facile", in cui erano candidati anche l'ex sindaco di Montereale Lucia Pandolfi ed il coordinatore dei sindaci del cratere sismico Emilio Nusca. Solo oggi se se ne saprà di più, così come si chiarirà come finirà tra Emilio Iampieri e Luca Ricciuti di Forza Italia, impegnati in un tesissimo testa a testa; nessuna speranza, invece, per l'assessore alla Protezione civile uscente Gianfranco Giuliante. Nel capoluogo, dunque, si conferma un crollo verticale del centrodestra dopo il clamoroso flop delle ultime amministrative del 2012.

Difficile, ma senza dati definitivi è impossibile dirlo, che faccia il suo ingresso all'Emiciclo un altro fedelissimo di Gianni Chiodi, Antonio Morgante, già capo della segreteria dell'ex presidente di Regione ed esponente di punta della lista Abruzzo Futuro. Chi è rimasto alla finestra, ad attendere i risultati da spettatori interessato, è Giovanni Lolli, da molti indicato come vice presidente in pectore della futura Giunta D'Alfonso ma il cui futuro è legato alla possibilità dell'elezione di una donna in consiglio e che questa venga eventualmente nominata assessore (per i rumors potrebbe essere Marinella Sclocco). La legge regionale, infatti, impone almeno una presenza femminile nell'esecutivo e la possibilità di nominare un solo componente esterno. Un nodo che verrà inevitabilmente sciolto solo nelle prossime ore.

La grande marcia verso l’Emiciclo Volano Febbo, Di Paolo e Paolucci. Confermato anche il capogruppo uscente del Pd D’Alessandro

CHIETI La coalizione di centrosinistra sfonda anche nel Chietino (oltre il 42% di consensi nella sola Chieti, 11 mila voti contro i 7 mila per il centrodestra) e in particolare nel capoluogo, dove però il primo partito diventa il Movimento Cinque Stelle, che con il 24,99% dei voti (6627 in tutto) stacca nettamente il Partito Democratico che si ferma al 19,47%; terza Forza Italia con il 17,42%; solo il 6,15% per l’alleanza elettorale tra il Nuovo Centro Destra, il partito del sindaco, Umberto Di Primio, e l’Udc. Potrebbe essere un vero terremoto, quello che si genererà a partire da questa mattina a palazzo d’Achille dopo un voto che ha rivoluzionato la geografia del Consiglio comunale (diversi consiglieri della maggioranza di centrodestra infatti hanno sostenuto candidati e liste del centrosinistra). L’exploit vero lo fa l’ex vicesindaco, Bruno Di Paolo, che nella lista «Abruzzo Facile e Veloce», in sostegno di Luciano D’Alfonso, stacca ben 1299 preferenze, che lo proiettano di diritto verso un seggio nell’Emiciclo: qui gli faranno compagnia gli eletti del Pd, Silvio Paolucci, segretario regionale, e Camillo D’Alessandro, capogruppo uscente. Non ce la fa il prof. Giuseppe Bongarzoni che si ferma a quasi 700 suffragi, così come Massimo Giannantonio, fermo a poco più di 300 preferenze. Il più votato a Chieti è stato l’assessore uscente Mauro Febbo (Fi), con 1548 preferenze, sicuro della poltrona di consigliere di opposizione. Dietro di lui il vuoto: solo l’assessore comunale Alessandro Bevilacqua, con poco più di 500 preferenze, riesce ad avere un risultato degno di nota. Supera le 570 preferenze anche l’assessore comunale Antonio Viola nella lista Udc-Ncd, seguito da Stefania Donatelli che ne raccoglie poco più di 400: nessuno dei due però riceve il seggio sperato. Un piccolo exploit personale lo compie Enrico Raimondi con 442 voti per la sinistra radicale «per Maurizio Acerbo». In casa Cinquestelle, nonostante lo straordinario risultato, rischia di rimanere a bocca asciutta Sara Marcozzi, capolista regionale, ma anche candidata consigliere che ha raggiunto le 993 preferenze: potrebbero non bastare visto che a Teramo il candidato della stessa lista ha ottenuto un suffragio maggiore. Delude la lista «Abruzzo Civico», che aveva numerosi primi cittadini al suo interno: Mauro Petrucci e Matilde Giammarco non vanno oltre le 100 preferenze in città, mentre il primo riesce a strappare numerose preferenze a Ripa Teatina, dove è stato sindaco per dieci anni, così come Nicola Mincone (Ncd), che nella sola Miglianico sfonda le 800 preferenze, inutili però per l’elezione. L’area del Chietino quindi elegge quattro degli otto consiglieri che spettano alla provincia e di essi due teatini, Mauro Febbo all’opposizione e Bruno Di Paolo in maggioranza: un buon risultato per una città che ha avuto poche occasioni di mettersi in luce nelle competizione sovracomunali. Ora occorrerà comprendere quali saranno le ripercussioni sull’amministrazione comunale guidata da Umberto Di Primio, che ha davanti a sé ancora un anno di cammino accidentato, viste le numerose defezioni tra le sue fila e il risultato deludente racimolato in città. Per gli altri posti, se la giocano Massimo Di Giannantonio, Antonio Innaurato (Pd), Alessio Monaco (Regione Facile e Veloce), Antonio Prospero (Udc-Ncd).

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