PESCARA Il Partito Democratico prova a conquistare anche Pescara. Dopo aver incassato la vittoria alle regionali con D’Alfonso ed essersi imposti come primo partito alle Europee, i democrat abruzzesi confidano nell’onda lunga elettorale, per conquistare anche il municipio del capoluogo adriatico. In testa, quando sono state scrutinate 40 sezioni su 170, c’è Marco Alessandrini, il candidato del centrosinistra, sostenuto da Pd, Sel e quattro liste civiche. Alessandrini, intorno alla mezzanotte di ieri, si attestava intorno al 43 per cento, in virtù di 6.648 preferenze, che gli garantiscono l’accesso al ballottaggio, ma sembrano impedirgli di sperare in una clamorosa vittoria al primo turno. Con ogni probabilità, a sfidare il candidato del centrosinistra tra due settimane, sarà il sindaco uscente Luigi Albore Mascia, appoggiato da Forza Italia, Pescara Futura e Fratelli d’Italia-An. Mascia, ieri notte, aveva raggiunto quota 24 per cento, mentre il terzo incomodo Enrica Sabatini, del Movimento 5 Stelle, era ferma al 16,3 per cento. Risultato inferiore alle attese per Guerino Testa, che stando allo spoglio delle schede, ancora parziale, non supera il 10,8 per cento: la scelta del Nuovo Centrodestra, che ha optato per la corsa solitaria, evidentemente non ha premiato, nonostante il supporto dell’Udc e di due liste civiche, incapaci di generare valore aggiunto in termini di voti. Gli altri cinque candidati arrancano, decisamente staccati dalle prime posizioni, con poche manciate di voti: 1,77 per cento Roberto De Camillis, alla guida di tre liste civiche, 1,36 per cento Loredana Di Paola, alla testa della lista L’Altra Città, 1,27 per cento Florio Corneli, con Abruzzo Civico, 0,68 per cento Vincenzo Serraiocco e 0,47 per cento Alessio Di Carlo, a capo di altre due liste civiche. La corsa, che appare decisamente in discesa per Alessandrini, potrebbe però riservare grosse sorprese in occasione del secondo turno: appare scontato il ricompattamento del centro-destra, che vedrebbe Testa tornare al fianco di Mascia, portando in dote un bel pacchetto di voti. Il Movimento 5 Stelle, invece, difficilmente fornirà indicazioni di voto, ma in ogni caso l’elettorato grillino risulta difficilmente catalogabile: occorrerà comprendere, innanzitutto, se sceglierà di recarsi alle urne per il ballottaggio e poi capire se deciderà di orientarsi, prevalentemente, verso il candidato del centro-sinistra o se preferirà premiare il primo cittadino uscente. Il cambio di clima, favorevole al partito di Renzi e il sostanzioso vantaggio accumulato dal candidato del Pd, sembrano costituire un considerevole vantaggio per Marco Alessandrini, ma il centro-destra pescarese ha già dato prova, in svariate occasioni, di essere in grado di compiere clamorose rimonte. Il quadro parziale, relativo ai partiti, assegna al Pd lo scettro di prima forza cittadina, con il 23,9 per cento dei voti. Seguono Forza Italia, con il 17,1 per cento e il Movimento 5 Stelle, con il 15,5 per cento. Il risultato dei grillini è indubbiamente inferiore alle attese, ma nonostante tutto Sabatini e compagni porteranno per la prima volta una nutrita truppa di consiglieri a Palazzo di Città. La quarta forza della città, invece, è il Nuovo Centrodestra di Guerino Testa, che può consolarsi con una performance superiore alla media delle europee. I nove candidati e le ventisei liste, scese in campo per le amministrative, intanto hanno già ottenuto un risultato, contribuendo a frenare l’avanzata dell’astensionismo: l’emorragia dei votanti, scesi dall’80,5 per cento del 2008 al 71,5 per cento del 2009, è aumentata soltanto di mezzo punto percentuale.