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Pescara, 18/03/2026
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Data: 28/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Emiciclo nel caos mistero-Consiglio

L’AQUILA Zero certezze, o quasi. A tre giorni dalla chiusura delle urne nessuno sa come sarà composto il nuovo Consiglio regionale. Colpa di una legge, quella approvata nella primavera scorsa, che ha complicato i conteggi e prestato il fianco alle interpretazioni più disparate. Complice anche la figuraccia causata dal black out del portale Internet durante lo spoglio, dalla Regione nessuna si azzarda a diffondere, neanche in maniera ufficiosa, uno straccio di ipotesi. Niente, silenzio tombale, se non uno scarno avviso che annuncia un controllo in corso sui numeri forniti dai Comuni perché già sarebbero state riscontrate incongruenze. Inevitabili se si pensa che i dati sono stati immessi nel «cervellone» sia per telefono che in via telematica. Calcoli, scenari, resti e divisioni impazzano, ma il caos è pressoché totale. C’è il rischio di una valanga di ricorsi per il riconteggio: tre sono in partenza solo dall’Aquila. La patata bollente è stata scaricata a Tribunali e Corti d’Appello: le commissioni esamineranno la documentazione a partire da oggi e poi gireranno il carteggio all’ufficio centrale regionale, in seno appunto alla Corte d’Appello dell’Aquila. Per farla breve ci vorranno giorni, forse addirittura una settimana, per arrivare alla proclamazione di D’Alfonso (nella foto, ieri a Palazzo Silone con Chiodi e Cialente) e degli altri 30 consiglieri. Partiamo da quelle che sembrano certezze. Innanzitutto i 10 seggi del Pd: Pietrucci e Di Pangrazio nel collegio aquilano, Paolucci e D’Alessandro a Chieti, Pepe, Mariani e Monticelli a Teramo, Di Matteo, Balducci e Sclocco a Pescara. Se quest’ultima fosse in Consiglio «salverebbe» l’accordo per Lolli vice presidente entrando come donna in giunta. La maggioranza ha anche i due seggi di Regione Facile (Berardinetti all’Aquila e Monaco a Chieti) e i due di Abruzzo Civico (Gerosolimo all’Aquila e Olivieri a Chieti). In dubbio lo scranno Idv (dovrebbe andare al teatino Paolini, ma alcuni scenari ipotizzano addirittura l’ingresso dell’aquilano De Santis). L’altro «caso» riguarda il Centro democratico. Due le ipotesi: la prima è che il seggio scatti all’Aquila (andrebbe a Di Nicola, con Arduini distanziato di appena 50 voti, qualcuno accredita l’ipotesi ricorso). La seconda è che a beneficiarne sia Pescara: in questo caso in pole position c’è il chiaccheratissimo Giorgio D’Ambrosio. Il seggio di Sel, a chiudere la maggioranza, dovrebbe andare a Pescara, in particolare a Mario Mazzocca.
Se la situazione maggioranza pare delineata, a grandi linee, per l’opposizione c’è addirittura più confusione. Forza Italia dovrebbe avere 4 seggi, uno per provincia (Iampieri, Febbo, Gatti e Sospiri), ma c’è chi giura di aver conteggiato anche il quinto a beneficio di Nazario Pagano. Il Nuovo centrodestra dovrebbe eleggere Giorgio D’Ignazio nel collegio Teramo, ma anche Antonio Prospero a Chieti è accreditato. Giallo anche per Abruzzo Futuro: entrerà uno tra Morgante (L’Aquila) e Di Dalmazio (Teramo). Fratelli d’Italia, dai più data fuori, ha addirittura inviato una nota ufficiale: «Alla coalizione che fa capo al presidente uscente Gianni Chiodi devono essere attribuiti sette seggi e non sei. L’ultimo resto di tale raggruppamento deve essere attribuito a Fratelli d’Italia - Alleanza nazionale, che deve vedere eletto un proprio consigliere regionale». Ovvero Petri o Sigismondi. La truppa dei grillini dovrebbe essere a sei: Mercante, Ranieri, Sara Marcozzi, Smargiassi, Zaccardi e Bracco.

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