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Pescara, 18/03/2026
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Data: 28/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
«Pagano? Si deve dimettere, adesso... contiamo le pecore». Troppi errori in campagna elettorale: poche liste d’appoggio e intere zone lasciate senza candidati

«Hanno gestito tutto il coordinatore e Gianni Chiodi: qualcuno voleva la guerra al mio gruppo»

CHIETI Prima del voto, sospettando la sconfitta, aveva detto da abruzzese tosto qual è: «Il 26 maggio riconteremo le pecore». E così sarà. Parola di Mauro Febbo, assessore uscente all’Agricoltura, macchina da voti (5.891 preferenze, rieletto nella circoscrizione Chieti), un passato di militante e dirigente in un partito strutturato come An, oggi a disagio in una formazione che fa fatica a capire come Forza Italia. Febbo, è stata una sconfitta pesante. «Un risultato annunciato. Infatti io polemizzo da tempo. Le mie ragioni partono da lontano». Che cosa non ha funzionato nel centrodestra? «Innanzitutto ci sono state disattenzioni interne nella fase di governo. Per esempio il fatto che si è fatto finta di approvare una variazione di bilancio di 7 milioni che poi è stata bloccata (l’assessore si riferisce a fondi bloccati per i suoi settori, ndr.) dimostra che all’interno della Regione si stava preparando da tempo la campagna elettorale, che qualcuno ha poi preferito allungare inutilmente». In effetti, il prolungamento di sei mesi non vi ha favorito. Avete aspettato che arrivasse lo tsunami di Matteo Renzi. «Eravamo solo in tre a favore del voto a novembre, gli altri erano tutti per lo slittamento». Però non può essere questo il motivo principale. Ci sono problemi politici, anzi partitici, aperti. «Certo, basta guardare alla composizione delle liste che è stata fatta senza criterio e senza una territorialità chiara. Ora, va bene che è il momento della sinistra, di Renzi, eccetera, però come fai a vincere se Luciano D’Alfonso si presenta con otto liste e tu gli rispondi con quattro? Le liste del centrodestra hanno lasciato scoperti territori importanti. Ed è stata una cosa devastante. Per esempio la mia provincia è stata la più danneggiata dal punto di vista della sanità: qui hanno riconvertito tre ospedali e chiusa una clinica privata. Ebbene, non c’erano candidati a Ortona, Lanciano, Vasto, nell’Alto Sangro. È chiaro che poi arrivano questi risultati. Perché ci può stare benissimo che perdi, ma non puoi andare sotto di venti punti rispetto al centrosinistra». E allora? «Ci sono analisi che vanno fatte, credo che qualcuno deve mettere le dimissioni su tavolo». Si riferisce al coordinatore regionale Nazario Pagano? «Lui è coordinatore regionale e non è stato neanche confermato. Si deve dimettere». Lei dice che il partito ha sbagliato a fare le liste, però lei è un dirigente di Forza Italia e stiamo parlando delle liste della sua circoscrizione. «No, la cosa è stata gestita dai due presidenti». Gianni Chiodi e Pagano? «Esattamente, da Chiodi e Pagano. Io non ne sapevo nulla. E qualcuno deve assumersi delle responsabilità personali, io di certo no. Io ho persone come Nasuti e Argirò che hanno preso oltre i duemila voti, in altri territori ci sono candidati che non hanno portato nulla. Forse qualcuno voleva fare la guerra al gruppo che rappresento. Forse i teramani avevano deciso di perdere». Anche la campagna elettorale non è stata brillante. «Guardi, non so proprio da chi è stata gestita. Per esempio il presidente Chiodi non può sottrarsi a un’emittente televisiva così importante (Febbo parla di Rete8, ndr.)». Dice che l’hanno oscurato. «Allora non ci vai dall’inizio. Lo dici prima. Invece lui la prima volta si giustifica e poi non ci va più dicendo che l’hanno oscurato. È stata una campagna giocata malissimo, un disastro» .

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