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Pescara, 18/03/2026
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Data: 28/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Giunta, l’incertezza sugli eletti frena D’Alfonso. Assessore esterno e quote rosa, un rebus in attesa di soluzione

PESCARA Non frantuma i nervi soltanto a chi ha il dovere d’informare e a chi ha il diritto di essere informato, l’incredibile prova di inaffidabilità fornita dagli uffici della Regione nel comunicare, anzi nel non comunicare, i nomi degli eletti nel nuovo Consiglio. Mette a dura prova anche i nervi di Luciano D’Alfonso, che non sapendo su chi contare come eletto all’Emiciclo non può mettere in piedi la sua giunta, la squadra di governo.
Proviamo a fare chiarezza, sperando di riuscirci. Stando alla prima lista degli eletti diffusa ieri, la notizia di maggior rilievo era l’assenza di donne in Consiglio regionale, fatta salva Sara Marcozzi, del Movimento 5 Stelle, che rappresentando orgogliosamente l’opposizione certo non poteva essere presa in considerazione per la giunta D’Alfonso.
Stando così le cose, l’indispensabile presenza femminile tra i sei assessori che comporranno l’esecutivo andava cercata fuori, tra gli esterni. Operazione che automaticamente escludeva l’ingresso dell’esterno fin qui più accreditato, Giovanni Lolli. Considerando sette posti di primo piano disponibili (sei assessorati e la presidenza del Consiglio regionale), tre andrebbero al Pd e uno a testa a Abruzzo civico, Regione facile, Sel, Idv. Niente al Centro democratico, il cui unico eletto in Consiglio sembrerebbe essere il rifiutato Giorgio D’Ambrosio.
Fatte le ripartizioni partitiche, vanno poi considerate quelle territoriali, oltre alla forza dei candidato, specie quelli Pd, quanto a voti conquistati. E allora, incrociati questi dati, ecco la prima giunta possibile: Luciano D’Alfonso (Pd, Pescara) presidente, i votatissimi Silvio Paolucci (Pd, Chieti area frentana) e Pierpaolo Pietrucci (Pd, L’Aquila) a dividersi un assessorato o la presidenza del Consiglio, poi Mario Mazzocca (Sel, Pescara), Mauro Sacco (Idv, Teramo), Alessio Monaco (Regione facile, Chieti), Andrea Gerosolimo (Abruzzo civico, Sulmona) e Anna Marcozzi (Pd, esterna, Teramo), primario e assessore in pectore alla Sanità. A Lolli il ruolo di sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, numero due di fatto dell’esecutivo. Fuori gioco, per logiche territoriali (già due pescaresi in giunta) e per minor quantità di voti presi rispetto ad altri Pd, il rientrante Donato Di Matteo, soltanto in corsa quale capogruppo Pd con Dino Pepe (Teramo), Camillo D’Alessandro (Chieti) e Giuseppe Di Pangrazio (Marsica). Alternative esterne alla Marcozzi: Marinella Sclocco (Pd, Pescara) e Betty Leone (Sel, L’Aquila). Ma scegliere una di loro già comportava cambiare tutti gli assetti. Figurarsi poi quando, a sera, si annunciava una Sclocco eletta e non più esclusa dal Consiglio, Lelio De Santis (L’Aquila) o Lucrezio Paolini (Chieti) nell’unico posto all’Emiciclo per l’Idv e non più Sacco, Lorenzo Berardinetti (L’Aquila) e non più Monaco per Regione facile. Il caos. Benvenuto, presidente.

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