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Pescara, 18/03/2026
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Data: 28/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Lolli: quote rosa in giunta per aiutare Luciano. L’ex deputato aquilano e D’Alfonso punteranno sull’asse L’Aquila-Pescara: «Sulla ricostruzione serve un ruolo più determinante della Regione»

L’AQUILA Molti lo vedono già seduto sulla poltrona di vicepresidente, ma lui si schernisce e spiazza tutti. Onorevole Gianni Lolli, lei viene dato per certo come vice di Luciano D’Alfonso con delega alla Ricostruzione. «È una cosa assolutamente prematura, ho un mio percorso cui sono gelosamente legato che mi fa sempre premettere le scelte politiche a quelle personali. L’ho dimostrato nell’ultimo anno durante il quale non ho ricoperto cariche. Spero che ci siano delle donne in giunta, altrimenti consiglierò e mi batterò con Luciano affinché la scelta dell’esterno cada su una donna. Questa è la mia opinione politica. Che Luciano pensi di valorizzarmi è cosa di cui gli sono grato a prescindere dal fatto che si faccia o no». L’asse Pescara-L’Aquila funziona, si nota una grande empatia tra di voi. «Ci sono tre aspetti da considerare: il primo è che questa è una scelta fatta con chiarezza da Luciano e gliene do pieno merito. Ha deciso di intraprendere il discorso costruendo questo asse. E poi, secondo me, i momenti migliori dell’Abruzzo si sono registrati quando queste due realtà hanno avuto un peso. Due esempi: la giunta Falconio-Viserta, uno dei momenti più alti della storia della regione, e poi con Mattucci che aveva chiarissimo questo aspetto. Pensare di governare mettendo in ombra Pescara e L’Aquila, per di più dopo il terremoto, è stata una monumentale stupidaggine. La giunta Chiodi ha spesso dato l’impressione che si volesse governare escludendo le due grandi città d’Abruzzo». Il terzo aspetto? «Un discorso di tipicità. Non tutto può stare dappertutto e replicare le cose ne ridimensiona portata ed effetto. Bisogna sviluppare in loco le varie vocazioni e lavorare sulla mobilità: il vecchio ragionamento della città territorio. L’Abruzzo è una unica comunità e L’Aquila ha bisogno dell’Abruzzo perché tende a isolarsi». Il primo passo da fare per rilanciare il progetto di ricostruzione? «Premesso che finalmente possiamo operare in filiera, dal Comune al Governo, dobbiamo puntare su alcune materie. Alla Regione tocca tutta la materia urbanistica, che vuol dire snellimento delle procedure, e su questo niente è stato fatto. L’allora ministro Barca intervenne su una materia non sua e fu costretto a porre una norma di salvaguardia in attesa di provvedimenti della Regione che non sono mai arrivati. E poi lo sviluppo, attraverso finanziamenti che sarebbe ragionevole far gestire alla Regione». L’affermazione di Pietrucci è stata consistente. Gioco di squadra e voglia di puntare su un giovane? «In questa città il Pd ha sempre avuto buoni risultati. Finora era identificato in Lolli, Pezzopane e Cialente, ma c’è molto di più e Pierpaolo è un esempio di questo valore aggiunto».

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