L’AQUILA Non è stato un passaggio delle consegne, tuttavia l'incrocio con l'ex presidente Gianni Chiodi nei corridori del sesto piano di Palazzo Silone c'è stato. Nel primo pomeriggio di ieri Luciano D'Alfonso, insieme a Giovanni Lolli, al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, a dirigenti e funzionari della Regione, ha fatto il suo primo tour nel palazzo. Non potevano mancare i commenti sulla vittoria sulla quale il neo-presidente non ha mai nutrito dubbi: «Sono risultati che non mi hanno meravigliato, perché conoscevo il lavoro fatto dai candidati e dal mio camion. Ora costruiremo il governo di una Regione che esprimerà il valore della decisone pubblica».
D'Alfonso è giunto all'Aquila per comprendere lo stato dell'arte, ma anche per abbracciare Pierpaolo Pietrucci, il consigliere Pd che ha sbancato, in voti. Il presidente ha già ben in mente i criteri per la scelta della squadra di governo: «Una griglia di buona democrazia che incroci risultati, competenza personale, convergenza, spirito unitario e sintonia. Sono convinto che la insedieremo con il sorriso sulle labbra e che non perderemo neanche un minuto a risolvere problemi interni. Tutto l'Abruzzo dovrà riconoscersi in questa squadra». Tuttavia il fatto che non risulta eletta neanche una donna sembra minare la possibilità di nominare Lolli assessore e vice presidente. «Troveremo la quadratura anche su questo aspetto -rassicura D'Alfonso- Aspettiamo i dati definitivi sugli eletti. Non ci manca, comunque, l'attitudine a trovare soluzioni. Abbiamo esperienza anche per fronteggiare l'imprevedibile, abbiamo già studiato».
L'Aquila e il cratere sismico sono «evidenti priorità» per il neo-presidente, per il quale è riduttivo parlare di un assessorato alla Ricostruzione: «Sarà più di un assessorato. Ci sarà molto potere dedicato alla ricostruzione, risorse umane, protagonismo istituzionale per recuperare il tempo perso. Con L'Aquila c'è un progetto preciso da realizzare con Lolli, il Comune e il sindaco Cialente». Uno sguardo ai primi cento giorni che non potranno non cominciare dai numeri e dalla dettagliata conoscenza dello stato dell'arte per rilanciare la macchina. «Nei primi cento giorni bisogna conoscere il debito complessivo, poi bisogna fare sì che i cantieri dell’Aquila e del cratere producano mura e rivitalizzazione dell'economia. E far sì che la vita delle imprese sia più facile. E occuparsi della potenza turistica contemplando anche le potenzialità di fiumi e mare. Realizzerò una Regione che funzioni di più. Alla fine dei 1.800 giorni dovranno esserci più opportunità per tutti, più ambizione e comodità». Poi lo slogan: «Sono carico, darò fuoco all’acqua».