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Pescara, 18/03/2026
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Data: 28/05/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il duello tra Alessandrini e Mascia all’ombra di D’Alfonso e di Tafazzi. Accantonato il rebus del voto disgiunto è caccia aperta agli esclusi

PESCARA L'effetto D'Alfonso trascina Marco Alessandrini verso la rivincita, l'effetto Tafazzi in versione centrodestra spinge Luigi Albore Mascia verso un quinquennio all'opposizione. Ballottaggio doveva essere, ballottaggio sarà, ma con numeri sorprendenti. Il 43% di Alessandrini, col sostegno diretto di sei liste e indiretto (ma neanche tanto) di Luciano Ovunque, è una quota molto più alta del 35% inizialmente preventivato. E anche il 24% di Mascia è un risultato di livello se teniamo conto della spaccatura della coalizione voluta a tutti i costi da Guerino Testa e Federica Chiavaroli. Alla fine il candidato Ncd ha portato a casa un 12% buono in assoluto, ma inutile e dannoso nello specifico perché in tal modo ha spacchettato il consenso e tolto la voglia a molti elettori di centrodestra di recarsi alle urne. C'è poi il fattore voto disgiunto, una diavoleria consentita in Comune, che ha portato altra acqua al mulino di Alessandrini. Non sono stati pochi, in effetti, i candidati di Forza Italia ai quali gli elettori hanno dato la preferenza solo per stima personale, votando il candidato sindaco del centrosinistra. Nella ripartizione dei seggi, la coalizione in vantaggio ne prende 12 col Pd (Blasioli, Marchegiani, Del Vecchio, Diodati, Cuzzi, Gaspari, Giampietro, Longhi, Natarelli, Pagnanelli, Presutti e Santavenere) Scegli Pescara 2 (Pignoli e Piernicola Teodoro), Sel 2 (Di Iacovo e Santroni), Liberali 2 (Sulpizio e Padovano), uno Pescara Insieme (Lola Berardi). Se vincerà Alessandrini, almeno sei consiglieri eletti saranno promossi assessori lasciando spazio ai primi degli esclusi fra i quali c'è anche il segretario cittadino del Pd Stefano Casciano. Nel centrodestra entrano sicuramente 4 di Forza Italia (D'Incecco, Antonelli, Seccia e Rapposelli), 1 di Pescara Futura (Masci e Fiorilli), 2 anche di Ncd (Cremonese e Pastore) oltre a Guerino Testa, esclusa Pescara in Testa (Santilli). Il Movimento 5 Stelle prende 3 seggi con la candidata sindaco Enrica Sabatini e i neo consiglieri Erika Alessandrini e Max Di Pillo. Per il resto un flop generalizzato con ben dieci liste sul totale di 21 che non portano a casa nulla, comprese le tre che appoggiavano Roberto De Camillis e via via quelle di Vincenzo Serraiocco, Alessio Di Carlo (si vedono oggi per scegliere una linea comune al ballottaggio) e Loredana Di Paola, che con L'altra città ha combattuto con meno risorse di tutti gli avversari. Nel dettaglio, il più votato in assoluto è stato Antonio Blasioli (1520 voti), una cinquantina in più della collega Pd Paola Marchegiani, terzo gradino per il teodoriano Massimiliano Pignoli (1.067), protagonista di un autentico boom insieme alla debuttante Sandra Santavenere (1.040). Tra i delusi Pd, benché rieletto, Giuliano Diodati, fermo a 566 voti. Nel campo avverso, solo 4 assessori uscenti sono stati riconfermati (Marcello Antonelli, Eugenio Seccia, Berardino Fiorilli e Gianni Santilli), bocciati tutti gli altri con Isabella Del Trecco prima delle escluse di Forza Italia (quinta) e Guido Cerolini (sesto), che potrebbero rientrare solo nel caso in cui rivincesse Mascia. Per i tanti "azzurri" che hanno deluso, un successo personale l'ha riportato Vincenzo D'Incecco, primo della lista davanti anche agli assessori uscenti con i suoi 825 voti. L'elettore critico di centrodestra ha punito i due terzi della Giunta, quello più fedele ha mandato fuori chi ha cambiato coalizione nel corso della consiliatura come Daniela Arcieri, Vincenzo Di Noi, Renato Ranieri, Giuseppe Bruno e Licio Di Biase. Sempre nel centrodestra vi sono altri esclusi eccellenti, a cominciare da Armando Foschi (Fratelli d'Italia) che resta fuori dopo tanti anni. Molti i consiglieri uscenti che non rivedremo al prossimo giro: da Adele Caroli a Livio Marinucci, da Andrea Salvati a Michele Di Marco, da Antonio Sabatini a Marco Mambella, che nell'ultimo mese è stato anche assessore al posto del silurato Santilli. Un discorso a parte merita Massimiliano Pignoli, che aveva cominciato col centrodestra (Lista Teodoro) per poi passare a Fli fare opposizione per buona parte del mandato. Pignoli non solo non è stato penalizzato, ma è stato premiato con una valanga di preferenze, frutto di un lavoro quotidiano nella stanza del suo gruppo consiliare. Pignoli ha messo su una sorta di punto di ascolto permanente per le famiglie bisognose, aiutando chi non ce la faceva a pagare le bollette. Un lavoro che si è rivelato vincente e che a Pignoli frutterà certamente un posto da assessore se dovesse vincere Alessandrini: chi avrà il coraggio, Pd in testa, di negargli tale onore?

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