Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/03/2026
Visitatore n. 752.369



Data: 28/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Pietrucci: non rottamatore ma uomo del cambiamento «Con Cialente i rapporti sono tornati sereni, lavoreremo insieme per la città» In Provincia di Chieti Paolucci primo, Febbo perde 4mila voti

Il neoeletto all’Emiciclo: voglio restituire ai giovani fiducia e voglia di restare qui

L’AQUILA Non gli piace la parola rottamatore. Si sente piuttosto «una persona del cambiamento». È cresciuto in un partito «dove c’erano i partigiani» e mai rinuncerà alla sua anima da rugbista, quella che ti fa lanciare la palla ovale dietro, alla ricerca dei compagni di squadra. E anche se quei 7095 voti, agguantati persino nella Marsica, rappresentano «un risultato fuori dal comune», non si sente arrivato, bensì ai nastri di partenza. Pierpaolo Pietrucci sceglie una massima tratta dall’Enrico IV di Shakespeare per iniziare la sua avventura in consiglio regionale: «Se è un peccato essere avido di onore, allora sarò l’anima più peccatrice di questo mondo». Consigliere Pietrucci, si sente un rottamatore? «No, affatto. La parola rottamatore non mi piace. Preferisco definirmi una persona del cambiamento. Quel cambiamento che oggi è invocato dalle nuove generazioni. Nella mia città ho ascoltato tanti giovani che si sentivano abbandonati dalla politica: a loro voglio restituire la fiducia e la voglia di restare qui. La mia elezione è una grandissima opportunità per L’Aquila e la sua provincia. Del resto è la prima volta che un aquilano prende tanti voti anche nella Marsica. Sono riuscito a intercettare anche persone che avrebbero votato Grillo». Gli aquilani l’hanno incoronato re: nel suo futuro potrebbe esserci una poltrona da sindaco? «Ho sempre detto che faccio parte di una squadra e l’ho dimostrato in sette anni come capo di gabinetto al Comune. Adesso il mio obiettivo è fare il consigliere regionale per cinque anni, facendo emergere una nuova classe politica». A questo proposito, ritiene che ci siano altri giovani validi, che magari sono anche suoi avversari, politicamente parlando? «Sia da consigliere provinciale che in Comune ho allacciato rapporti umani con tutti, anche con chi sulla carta doveva essere mio “nemico”. Ho lavorato bene, senza farmi condizionare da pregiudizi politici, con Guido Quintino Liris e Luigi D’Eramo. Dalla mia parte, ho grande stima per Mauro Marchetti e Americo Di Benedetto, che sono importanti risorse per il Pd, che ha messo in giunta anche un’assessora in gamba come Emanuela Di Giovambattista. Tra le nuovissime leve, c’è Sabrina Altamura, che al suo debutto ha ottenuto un buon risultato personale e che farà parte della mia squadra». Nella sua carriera politica c’è stata quella che sembrava una battuta d’arresto, quando il sindaco l’ha “cacciato” dal Comune. Come va ora con Cialente? «I rapporti sono buoni, la burrasca è passata, dopo una separazione che in verità non ho mai capito. Ma siccome viene prima la città, e poi le beghe personali, d’ora in poi si lavorerà insieme. A Massimo non posso non volergli bene, soprattutto se penso al suo grande sacrificio e alla generosità con cui si è speso dopo il sisma». Ha già pensato al primo atto che farà dagli scranni regionali? «Andrò a vedere dove si possono ridurre gli sprechi. E poi incontrerò i dirigenti, per conoscere la macchina amministrativa, e le associazioni di categoria. Naturalmente tornerò tra la gente, per capire le reali necessità e tramutarle in atti legislativi che partano dal basso e non siano costruiti senz’anima».

Paolucci primo, Febbo perde 4mila voti

CHIETI Il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, è risultato il più votato alle elezioni regionali per la provincia di Chieti con 7.900 preferenze. L’ex studente della Bocconi, a 37 anni ha sbaragliato tutti i suoi compagni di partito e di coalizione che hanno sostenuto Luciano D’Alfonso, e ha anche superato l’altro teatino, l’assessore all’agricoltura uscente di Forza Italia Mauro Febbo. Il delegato della giunta Chiodi ha ottenuto 5.891 voti, ben 4.068 in meno delle precedenti regionali del 2008. Effetto pentastellato? Sicuramente, considerato che gli M5s, nuovo movimento, hanno attratto i malumori provenienti da destra e da manca. Ma la debacle di Febbo, colonna del centrodestra nel capoluogo teatino, affonda le sue ragioni soprattutto dal fatto che la coalizione a Chieti si è frantumata senza nessun lavoro di ricucitura. Troppi i transfughi proiettati verso le posizioni del centrosinistra. Un esempio è rappresentato da Alessio Monaco, di Chieti, ex assessore al bilancio della Provincia guidata da Di Giuseppantonio, quinto nella top 20 dei più votati alla Regione del Chietino. Sponsorizzato da Domenico Di Fabrizio, il consigliere comunale con più consensi della maggioranza del sindaco Di Primio, Monaco entra nel consiglio regionale con 2.911 voti per D’Alfonso con la lista Regione facile. La stessa di Bruno Mario Di Paolo, ex vicesindaco di Umberto Di Primio, il primo che entra in contrasto con la maggioranza di centrodestra, altro supervotato, e traghettatore di voti, bocconcino prelibato per un cesellatore di consensi come D’Alfonso, anche se con i suoi 2.051 voti, Di Paolo, ottavo nella top 20, non entrerà in Regione. Cresce invece nel numero di preferenze Camillo D’Alessandro, del Pd, di Arielli che nel 2008 entrò in consiglio regionale all’opposizione con 3.764 voti. Domenica scorsa ne ha ottenuti 4.762. Con quasi mille consensi in più, terzo nella classifica dei primi venti, entrerà in consiglio. In quarta posizione c’è Sara Marcozzi, teatina, eletta con 3.252, la più votata nel movimento di Grillo, candidata presidente, con lei dello stesso movimento approderà in consiglio Pietro Smargiassi, architetto di Vasto, scelto da 1.816 elettori che lo mettono nella 18esima posizione della hit parade dei 20 più votati. Settimo in classifica c’è Antonio Innaurato, candidato del Pd di Lanciano e del Sangro Aventino, ex sindaco di Gessopalena. Fino a ieri sera con i suoi 2.599 voti l’entrata in consiglio regionale era in contesa con la candidata pescarese Antonella Allegrino. E sarebbe una vera disdetta per le aspettative della provincia più grande, per numero di comuni, in Abruzzo (e non solo). Ultimo del Chietino a entrare nell’assemblea regionale è Mario Fiorentino Olivieri, di Atessa, assessore alla polizia municipale della giunta di centrosinistra di Vasto, guidata dal Luciano Lapenna. Olivieri con 2.230 voti entra in Regione. 63 anni, veterinario, si posizione nella 11esima posizione nella top 20. Tra i 20 nel Chietino ma di fatto trombati ci sono Emilio Nasuti, che ha dimezzato i consensi del 2008: ex sindaco di Castel Frentano di centrodestra, imprenditore turistico ha preso 2.339 voti. Stesso destino per Nicola Argirò, di San Salvo, ex presidente della IV commissione Attività produttive dell’esecutivo Chiodi, anche lui da 4.869 consensi passa a 2.287 voti. Fuori dall’emiciclo resta anche Antonio Menna, di Casalanguida, dell’Ndc, da 3.413 voti del 2008 che lo promossero consigliere ora ne incassa 2029. Ma tra i 20 più votati nel Chietino, esclusi famosi ci sono anche nel centrosinistra: Gabriele Marchese di Abruzzo civico, la pediatra Silvana Di Palma, l’ex sindaco del Pd di Casalincontrada Concetta Di Luzio, e la new entry dei candidati, il chirurgo Pino Bongarzoni.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it