TERAMO Presidenti di seggio nominati all’ultimo momento, improvvisazione e inesperienza hanno causato problemi di non poco conto ai seggi del comune di Teramo. La commissione elettorale centrale, presieduta dal magistrato Roberto Veneziano, ha iniziato in anticipo il lavoro recandosi di persona al seggio numero 50 a San Nicolò a Tordino dove il presidente di seggio non è stato capace di gestire lo spoglio delle schede. ma di casi di schede contestate ce ne sono tanti, anche i sostenitori di Gianluca Pomante rivogliono 19 voti a favore del loro candidato. Ma la notizia che ha cambiato il futuro prossimo della città, nel corso della notte. è stata la rimonta di Manola Di Pasquale che, grazie anche ai voti raccolti anche da Pomante, dal grillino Fabio Berardini e da Graziella Cordone, ha rimesso il sindaco uscente sotto il 50% costringendolo ad accettare il ballottaggio domenica 8 giugno.
Una manciata di voti, poco più di sessanta, sono mancati al centrodestra. Una vittoria annunciata che invece adesso riparte da zero. Vero è che il distacco di voti tra Brucchi e Di Pasquale lasciano il sindaco uscente ultrafavorito. Ma già ieri c’era chi, come il dirigente dem Maurizio Angelotti, ricordava l’esperienza negativa del candidato sindaco Felice Calabrò, lo scorso anno a Messina. Al primo turno raggiunse il 49,9%, non eletto per meno di dieci voti. Al ballottaggio non è riuscito a superare il 47,33% lasciando la poltrona di sindaco al suo avversario, Renato Accorinti. «Questo è il nostro stimoli - ha detto Angelotti - sappiamo che ce la possiamo fare, nulla è pregiudicato». L’ambiente vicino a Maurizio Brucchi manifesta forti segni di nervosismo e sconforto dopo che si è saputo della necessità di ricorrere al ballottaggio. Un’ipotesi che all’inizio era molto remota e che dopo lo spoglio della prima metà delle sezioni era ancora lontana a venire. Brucchi ha avuto anche otto punti di vantaggio nella forbice con il suo avversario. Manola Di Pasquale nel cuore della notte gli ha rosicchiato voto dopo voto.
E mentre bambini e ragazzi gioiscono per la notizia della chiusura anticipata dell’anno scolastico causa elezioni cominciano i discorsi su come rimontare i venti punti di differenza. Manola Di Pasquale deve valutare eventuali apparentamenti. I discorsi vanno intavolati con Gianluca Pomante, Graziella Cordone, Giorgio Giannella. Difficile capire quale sarà l’atteggiamento che assumeranno Fabio Berardini e i grillini accanto a lui. Da sempre il Movimento 5 Stelle ha rifiutato gli apparentamenti e si dovrà osservare il confronto tra Berardini e Di Pasquale. Diversa la posizione di Berardo Rabbuffo, pochi voti ma sempre utili. È stato vicesindaco nella giunta comunale di Gianni Chiodi poi ha fatto un’opposizione di destra in consiglio regionale. I suoi elettori sceglieranno di appoggiare una donna del Pd? Un po’ di rammarico da parte di Maurizio Brucchi che ha rinviato di ora in ora i festeggiamenti fino a dover riporre lo spumante in frigorifero. «Siamo fiduciosi nel lavoro del lavoro del giudice Veneziano - ha detto il sindaco uscente - affronteremo il ballottaggi con serenità, portandoci dietro un bagaglio di voti importante, il 49,79%, sono tanti voti il 25% in più di Manola Di Pasquale, ne dovremo fare buon uso. Insomma è stato un risultato eccezionale, peccato per questa manciata di voti che non ci permette di festeggiare il risultato subito». Diverso l’umore di Manola Di Pasquale. «Andando al ballottaggio si apre una situazione politica completamente diversa che viene offerta alla città e credo che possa portare buoni risultati. Il sindaco uscente Brucchi, che vedeva la sua maggior forza nelle liste non ce l’ha più ma soprattutto non ha più quella copertura di centrodestra in Regione che vedeva il presidente Chiodi e quattro assessori teramani».
Ma rimangono dubbi perplessità per i tanti errori che si sono riscontrati nei seggi. E anche per questo questa mattina Brucchi e e la sua coalizione presenteranno ufficialmente un ricorso per chiedere la verifica dei conteggi e soprattutto contestare alcune decisione sulle assegnazioni o non assegnazioni di alcune preferenze. Ricorso per cui, però, la competenza appartiene solo al Tar. Ecco quindi che il ballottaggio si farà. Molto probabilmente sub judice, con i tempi del tribunale amministrativo. Ieri sera la maggioranza si è confrontata. Meglio lavorare per l’8 giugno e vincere che attendere tempi lunghi.