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Pescara, 18/03/2026
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Data: 28/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Nuova Pescara, con il 64 per cento dei Sì prende forma il sogno del super Comune

PESCARA Sì alla Nuova Pescara, la grande città che sotto un unico campanile metropolitano abbraccerebbe Pescara-Montesilvano-Spoltore. Ha vinto il fronte del Sì nel referendum consultivo per la fusione delle tre città in un’unica grande municipalità. È l'ultimo risultato clamoroso uscito fuori da questa tornata elettorale. A questo punto, la palla passerà al neo presidente di Regione e al nuovo Consiglio regionale. Il verdetto arrivato dalla consultazione delle urne è chiaro: il Sì alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore ha trionfato in tutte e tre le città chiamate al referendum, con il 64% complessivo delle preferenze pari a 64.891 voti. È rimasto nel fronte del No, con 36.758 voti, il 36% dei 111.407 elettori che hanno risposto al quesito referendario, su una popolazione di 160.464 aventi diritto.
Affluenza, dunque, a quota 69,46%. Il bottino più ricco lo porta la città di Pescara, dove hanno detto sì in 46.280, il 70,32% dei votanti, contro 19.538 Non (29,68%). Ma anche nelle altre due città l'hanno spuntata i favorevoli alla fusione: a Montesilvano i Sì sono stati 13.719 (52,23%), i No 12.548 (47,77%). A Spoltore, dove il Comune aveva peraltro presentato ricorso al Tar contro il referendum, il fronte del Sì ce l'ha fatta con 4.892 preferenze contro i 4.672 No. Il quesito referendario chiedeva agli elettori di Pescara, Montesilvano e Spoltore: «Ritiene l'elettore che debba essere istituito il Comune di Nuova Pescara, comprendente i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore che vengono contestualmente soppressi?». Ma trattandosi di un referendum consultivo, l’esito rappresenta un’indicazione di cui il nuovo presidente della Regione e il Consiglio regionale dovranno tenere conto, nella strada legislativa che potrebbe essere lunga. Brinda, nel giorno del giudizio delle urne, il comitato promotore per il Sì al Referendum sulla Nuova Pescara, che per stamattina ha convocato una conferenza stampa. «È stata un'affermazione straordinaria e inaspettata per le sue dimensioni - commenta Carlo Costantini, (nella foto) presidente del comitato promotore -. I sì alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un unico grande Comune sono prevalsi ovunque. Mai nella storia della Regione gli elettori avevano affidato alle assemblee elettive un compito così chiaro e netto, esprimendo la consapevolezza che le riforme istituzionali del Governo nazionale da sole potrebbero non bastare, se non accompagnate da processi di cambiamento e innovazione anche nell’organizzazione dei sistemi territoriali. Per la dimensione del progetto di fusione, i pescaresi sono i primi in Italia a esprimere un simile livello di maturità e consapevolezza. Pescara riprende la sua fuga verso il futuro e io, mai come in questo momento, mi sento orgoglioso di essere pescarese». Una rivoluzione. «Come nel 1927, quando dall’unificazione di Castellammare e Pescara nacque la Pescara che oggi conosciamo - premette Lorenzo Valloreja, Comitato a difesa del territorio nazionale italiano e montenegrino -. L’Abruzzo potrà fregiarsi di una realtà cittadina che conterà più di 200mila abitanti, diventando l'undicesima città italiana. Ma il processo non deve finire qui, anzi bisogna proseguire verso l’unificazione di tutti e 10 gli attuali Comuni dell’area metropolitana». Nessun commento per ora dalle file dei No, in cui sembra spuntare un atteggiamento di attesa su ciò che succederà.

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