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Pescara, 18/03/2026
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Data: 28/05/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La figuraccia approda in Parlamento. Vacca (M5S) presenta un’interrogazione sul flop del sito internet della Regione. Ranieri (Cgil Fp): «Altro che burocrazia digitale»

L’AQUILA Potrebbe arrivare fino in Parlamento il caso del sito internet della Regione, bloccato, intasato, attivo a singhiozzo nel giorno dello spoglio elettorale. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle Gianluca Vacca (nella foto) ha annunciato sul suo profilo facebook, uno dei canali preferiti per la nuova comunicazione politica e non, un'interrogazione parlamentare per fare luce sul caos di lunedì scorso. «Lo spoglio delle regionali in Abruzzo si è svolto nell'assoluta assenza di trasparenza - scrive l'esponente grillino -. Il sito della Regione è stato sempre irraggiungibile. Roba da terzo mondo. Domani approfondiremo con una interrogazione parlamentare questa ennesima vergogna. Qualcuno aveva interessi a occultare i risultati il più possibile?». Al netto di teorie e ipotesi complottistiche, all'interno dell'Ente è un continuo scaricabarile. C'è chi se la prende con il Viminale, che ha coperto le operazioni di spoglio in Piemonte: il ministero è accusato di aver avanzato una richiesta troppo esosa per coprire anche le elezioni abruzzesi (c'è chi ha parlato di oltre trecentomila euro, chi addirittura di seicentomila). A fronte di una pretesa di simile portata in Regione hanno pensato di trattare la faccenda in casa, o meglio «in house», come ci è stato detto. Il database messo in piedi dal sistema informatico regionale, però, non elaborava i dati in maniera esatta: tanto è vero che sommando le percentuali dei singoli candidati non veniva raggiunto il fatidico numero 100; un problema, è stato spiegato, dovuto al disallineamento tecnico del programma.

Altro guaio è stato quello del collasso del server, preso d'assalto da media, candidati, cittadini e semplici curiosi, che non ha retto l'enorme, ma prevedibile, numero di connessioni contemporanee. Il sito non è mai stato disponibile e anzi, addirittura, per alcune ore un sito di informazione locale, che utilizzava un codice Xml fornito dalla Regione, è riuscito a fornire il dato sulle preferenze dei singoli candidati consiglieri mentre il portale dell'Ente non era accessibile. Nei corridoio della sala stampa allestita a Palazzo Silone si è vociferato persino di un attacco hacker che ha mandato completamente fuori uso uno dei server in dotazione, tanto che alcuni agenti della Digos sono stati chiamati e verosimilmente nei prossimi giorni la Polpost effettuerà gli accertamenti del caso per verificare la reale azione di sabotaggio virtuale (sempre che sia stata sporta una denuncia). Una situazione kafkiana che si è protratta fino a tarda notte.

«La fine della legislatura si chiude con l'ennesima figuraccia - ha commentato il segretario generale della Cgil Fp Carmine Ranieri -. Il governatore Chiodi, che ha sempre riferito di voler puntare sulla innovazione tecnologica, non si è minimamente preoccupato in questi anni di migliorare il sistema informatico e informativo della Regione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

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