PESCARA. E' omicidio colposo il reato ipotizzato contro ignoti dalla procura di Pescara relativamente alla vicenda del bambino di tre anni morto sabato scorso.
Il piccolo è stato investito sulla rete ferroviaria, a Pescara, all'altezza della stazione San Marco, nella zona del Tribunale. Intanto ieri il pm Giuseppe Bellelli e' tornato sul luogo della tragedia per fare un sopralluogo insieme alla polizia scientifica e alla polizia ferroviaria, coordinata da Davide Zaccone. Il magistrato ha voluto ripercorrere personalmente la strada seguita dal bimbo due giorni fa.
Nei giorni scorsi la procura ha ascoltato alcuni residenti della zona, i parenti del bambino, distrutti dal dolore, e anche il macchinista che guidava il treno regionale 23686 e trasportava un centinaio di passeggeri. L'uomo ha riferito che, uscito da una semicurva, ha visto i due bambini sui binari ed ha subito attivato la frenata rapida, ma per fermare un treno - sei carrozze e oltre 500 tonnellate di forza sulla motrice - sono necessarie diverse centinaia di metri.
I due bambini avrebbero raggiunto i binari direttamente dal cortile di casa, attraverso un foro presente nella recinzione, e poi avrebbero percorso circa duecento metri, fino al punto dell'impatto. I genitori dei piccoli erano nell'abitazione, convinti che i figli stessero giocando in giardino.
Il 28 marzo scorso, vicino Verona, un altro treno regionale aveva colpito e ucciso un altro bimbo nomade di 2 anni che giocava nei pressi dei binari.