Il duello Comune-Regione su Atac è appena cominciato. Da un lato l’assessore di Palazzo Senatorio, Guido Improta che chiede alla Regione i soldi dovuti per poter garantire il contratto di servizio, gli investimenti e il funzionamento stesso del trasporto pubblico locale. Dall’altra parte l’assessore regionale Michele Civita che continua a volere in cambio da Atac un piano industriale. Nel gioco degli scacchi si direbbe «patta». Ma così non è, perché se nessuno si deciderà a muovere esiste il rischio concreto che l’azienda di trasporto pubblico finisca ella stessa sotto scacco, dei debiti e della mancata progettualità. In ballo c’è pure la nuova agenzia regionale sulla quale poco più di dieci giorni fa gli assessori si erano incontrati firmando (in gran segreto), davanti ai sindacati, un protocollo d’intesa per accorpare sotto un’unica direzione il Tpl romano. Nobili intenti con il progetto di ritrovarsi a luglio per l’accordo di programma, che a questo punto rischia di saltare.
L’AFFONDO
Ci sono vari aspetti discussi ieri in commissione congiunta Bilancio e Mobilità. Uno legato ai conti dell’azienda, con una perdita d’esercizio di 219 milioni di euro, rispetto ai 157 del 2012, che secondo l’ad Danilo Broggi «è stata originata da fattori esogeni riconducibili alla gestione finanziaria e straordinaria», interessi verso i creditori, oneri finanziari. Per trovare i primi soldi per affrontare la ricapitalizzazione, Improta ha già una ricetta: «Rimodulare le cubature, modificando gli indici urbanistici dove ci sono i cespiti di Atac». Così da ridare vita a quel patrimonio immobiliare altrimenti povero, cui andranno aggiunte «risorse fresche». Ed è qui che l’assessore Improta ha affondato il colpo. «Dobbiamo chiarire i rapporti di governance con la Regione - ha ribadito - dobbiamo sapere su quali risorse certe, congrue e stabili possiamo contare per i prossimi tre anni, per arrivare al pareggio di bilancio». L’esempio è la Roma-Viterbo che con le attuali risorse a disposizione rischia il default. In serata la risposta serafica della Regione: «Nell’ultimo bilancio sono stati conferiti ad Atac circa 400 milioni di euro di debiti accumulati in passato, circa 140 milioni di euro per l’anno in corso e circa 100 milioni di euro per Atac/ferrovie concesse. Uno sforzo enorme, a fronte di un trasferimento da parte del Fondo Nazionale Trasporti che si è ridotto per tutto il Lazio a 575 milioni euro».
L’APERTURA
Una mossa di apertura potrebbe riguardare la questione del contenzioso generato negli anni passati da Atac nei confronti della Regione Lazio, che riguarda il contratto nazionale di lavoro e diverse tipologie di gratuità del servizio. «Ritengo una follia che Atac abbia dovuto portare in tribunale la Regione Lazio», dice Improta, anche se tiene a precisare che «non hanno sortito effetto nemmeno i richiami all’ente regionale da parte delle due amministrazioni, comunale e dell’azienda, da quando insediate». A ricordare i numeri è Broggi. «Complessivamente il petitum si avvicina attorno ai 700 milioni di euro», spiega. Su come risolverlo, però, anche l’ad ha le idee chiare: «C’è un fatto politico che credo debba essere affrontato quindi in sede politica».