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Pescara, 18/03/2026
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28/05/2014
Il Messaggero
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Il dopo Moretti nelle ferrovie - Fs, braccio di ferro sulle nomine. Duello tra ministri, nuova fumata nera sul sostituto di Moretti. Elia, appoggiato da padoan, resta il favorito ma per Lupi è troppo legato al vecchio capo azienda |
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ROMA Nuova fumata nera sulla nomina del successore di Mauro Moretti alla guida delle Ferrovie. Il governo ancora non riesce a trovare la quadra e ha deciso di prendere ancora tempo. L’assemblea è stata aggiornata a domani, e ormai sono quasi tre settimane che è aperta in attesa della nomina di un nuovo amministratore delegato dopo il trasferimento di Moretti in Finmeccanica. Tutto sarebbe bloccato da un braccio di ferro tra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e quello dei trasporti, Maurizio Lupi che, con la mediazione del sottosegretario alla Presidenza del consiglio e fedelissimo di Matteo Renzi, Luca Lotti, stanno provando a sciogliere tutti i nodi. Il candidato interno, sostenuto anche dal Tesoro, è Michele Elia, attuale amministratore delegato di Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria. Elia ha la stima dello stesso Moretti ed è considerato una scelta in continuità con la vecchia gestione. Tuttavia il suo nome non sarebbe gradito a Lupi, nella sua qualità di ministro «vigilante» sulla società ferroviaria. Il suo candidato è Pietro Ciucci, attuale numero uno dell’Anas, la società che gestisce le strade. Tra i due litiganti potrebbe spuntare il terzo incomodo. Circolano diversi nomi. Da Domenico Arcuri di Invitalia, a Giuseppe Giordo di Alenia, a Flavio Cattaneo. Ma Elia rimane per ora il nome più accreditato. Intanto si è aperta anche la partita per la presidenza, dove Lamberto Cardia potrebbe uscire nel caso in cui, alla fine, gli attuali consiglieri si dimettessero. Ma su questo non c’è ancora certezza. Ci sarebbe un pressing da parte di Forza Italia per portare su quella poltrona di presidente l’ex amministratore delegato delle Poste Massimo Sarmi. I POSTI IN GIOCO Ci sarebbe però, almeno da parte di Renzi, la volontà di rispettare l’alternanza uomo donna. Tutto, come detto, è legato alla partita del cda. Gli attuali consiglieri sono funzionari dei ministeri del Tesoro e delle infrastrutture. Per una direttiva ministeriale nelle società partecipate al 100% da via XX settembre non possono essere esterni. Si starebbe valutando la possibilità di superare questa limitazione. L’idea sarebbe quella di portare da cinque a sette componenti i consiglieri di amministrazione, dando la possibilità di effettuare anche nomine al di fuori dei funzionari ministeriali e soddisfare in questo modo qualche appetito dei partiti. Chiunque sarà il futuro a.d. delle Ferrovie, avrà il compito di portare avanti l'eredità lasciata da Moretti, che nel corso dei suoi tre mandati ha risanato le Ferrovie (portandole all'utile 460 milioni nel 2013 dagli oltre 2 miliardi di rosso del 2006).
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