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Pescara, 18/03/2026
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Data: 29/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso i ballottaggi - Rush nei Comuni, arriva Renzi. La prossima settimana sarà a Pescara e Teramo. Oggi incontrerà D’Alfonso nella sede Pd

PESCARA Matteo Renzi sarà a Pescara e a Teramo, la prossima settimana per sostenere i candidati a sindaco Marco Alessandrini e Manola Di Pasquale impegnati nel turno di ballottaggio. E’ l’annuncio che il popolo del Pd e dell’intero centrosinistra aspettava. Insomma, Alessandrini e Di Pasquale avranno quella spinta in più che a D’Alfonso non era stata assicurata. Deficit che non gli ha impedito di stravincere comunque: e il neo-governatore è stato convocato proprio da Renzi, per oggi, in direzionale nazionale Pd a Roma.

Il giorno, il posto e l’ora sono da stabilire ma una cosa è certa: Matteo Renzi sarà a Pescara la prossima settimana per sostenere il candidato sindaco Marco Alessandrini. E’ l’annuncio che il popolo del Pd e dell’intero centrosinistra aspettava. Insomma, Alessandrini avrà quella spinta in più che neppure a D’Alfonso era stata assicurata. Deficit che non gli ha impedito di stravincere comunque: all’effetto-Renzi, che alle Europee ha portato il Pd al 48%, il neo governatore in Abruzzo ha aggiunto il suo effetto-D’Alfonso.
Lo staff del Pd si è mobilitato con tutte le forze per assicurarsi la visita del segretario-premier e ha strappato un sì. Renzi sarà a Pescara per Alessandrini, ma anche a Teramo per Manola Di Pasquale, che in extremis ha acciuffato il ballottaggio contro Brucchi. «Renzi vuole venire, ma ha un’agenda piena zeppa di impegni. Il sottosegretario Legnini e D’Alfonso sono stati in contatto con Roma per cercare di concordare la data della sua presenza in Abruzzo» diceva ieri Enzo Del Vecchio, «di sicuro sarà per la prossima settimana, ma non nel giorno della chiusura della campagna elettorale perché il premier-segretario è richiesto in altre piazze più delicate».
Intanto Alessandrini tira dritto sulla tabella di marcia che la campagna elettorale gli impone. Ieri ha escluso apparentamenti con altre forze in campo messe fuori gioco al primo turno, ma confida in una possibile se non probabile convergenza dei grillini sulla sua figura che è espressione di concetti condivisi quali legalità e trasparenza.
Secondo la linea del partito - nel caso di Alessandrini sindaco - l’incarico di assessore sarà assegnato a chi ha preso più voti e quindi la selezione sarà riservata agli interni (anche per premiare i primi dei non eletti che potrebbero così entrare in consiglio) e non a scelte esterne, posto che si tratta pur sempre di un incarico fiduciario: oltre ai grandi numeri serviranno competenza, passione e lealtà. Porte chiuse, almeno per ora, a chi tra i candidati non eletti ovvero anche tra i non candidati sperava di rientrare passando per una corsia preferenziale. «Se mai dovesse rendersi necessaria la nomina di un assessore esterno sarà solo per una particolare esigenza di Alessandrini» spiegano nel Pd.
Considerazioni premature che ci sarà tempo per fare. «Non è questo il momento per pensare alle poltrone» ha fatto notare lo stesso Marco Alessandrini facendo sconjgiuri e citando l’adagio di trapattoniana memoria «non dire gatto...». Il candidato sindaco di centrosinistra è consapevole della lunga strada ancora da percorrere e mantiene alta la guardia, nonostante si presenti al ballottaggio forte del 43% di preferenze contro il 36% del centrodestra di Mascia riunito con Testa.
Partecipazione e condivisione delle scelte per la città è il messaggio che Alessandrini sta spingendo con forza in questa fase. «Costruiamo la città insieme» è il suo slogan per dare voce a chi non l’ha avuta finora, commercianti e non solo. «Sarà un’amministrazione che farà assemblee pubbliche per prendere decisioni» è la mission della coalizione. Fitta l’agenda di incontri elettorali e organizzativi per Alessandrini: «Ci si confronta sulle strategie comunicative e sugli appuntamenti da organizzare, è un work in progress per coinvolgere i candidati delle liste e tutto l’elettorato in un ultimo grandioso sforzo per vincere l’8 giugno».

D’Alfonso oggi da Renzi in direzione nazionale Pd
Il neo-presidente convocato dal premier al Nazareno

PESCARA Convocato in direzione nazionale per oggi, da Matteo Renzi. Vinte le elezioni, Luciano D’Alfonso ha ricevuto infine la chiamata a lungo attesa: il premier e lìder màximo del Pd, che in campagna elettorale non è mai sceso in Abruzzo a sostenere il suo candidato governatore (ma che si appresta ad arrivare ora, per i ballottanti del centrosinistra alle comunali di Pescara e Teramo), ha infine deciso di incontrarlo, nell’ufficialità della sede nazionale democrat, a Roma, al Nazareno.
Come noto, la candidatura D’Alfonso non era stata particolarmente gradita da Renzi e dal suo entourage, alla luce delle stranote vicende giudiziarie che hanno coinvolto e coinvolgono l’ex sindaco di Pescara: non particolarmente gradita, ma nemmeno palesemente osteggiata. Quando era stato chiaro a chiunque che D’Alfonso si sarebbe comunque presentato alle primarie, i dirigenti nazionali del Pd hanno alzato le mani, e dopo il verdetto espresso dal popolo democrat non ci sono state più discussioni. Salvo marcare una distanza con l’assenza di Renzi e dei nuovi big democrat dalla campagna dalfonsiana. Ora che tutto è finito, ora che D’Alfonso ha portato a casa la Regione con quasi la metà dei consensi dei votanti, Renzi batte un colpo. A sua volta reduce dal trionfo delle europee, il premier & segretario può guardare negli occhi il candidato che ha sfidato lo scettiscismo, se non l’ostracismo, dei suoi dirigenti, vincendo la battaglia: per dirgli cosa, cercheremo di scoprirlo.
Ieri D’Alfonso ha già trascorso la giornata a Roma, in compagnia del sottosegretario Giovanni Legnini che non poca parte ha avuto nella vittoria del centrosinistra in Abruzzo: con lui ha continuato l’analisi dei conti della Regione che aveva avviato il giorno precedente, con i dirigenti dell’ente, nel corso della sua prima visita a Palazzo Silone.
LOLLI E RUFFINI
Di giunta non si è parlato perchè, come da noi spiegato nell’edizione di ieri, i ritardi degli uffici regionali nella definizione del nuovo Consiglio impediscono al neo-presidente di metter su la squadra. Senza l’ufficializzazione degli eletti è impossibile collocare i tasselli del mosaico nei posti di destinazione. Tutto, o quasi, ruota attorno a Marinella Sclocco: se la pescarese del Pd entrerà in Consiglio sarà lei l’indispensabile assessore in quota femminile, e per Giovanni Lolli si apriranno le porte della vice presidenza e dell’assessorato esterno (alla ricostruzione dell’Aquila). Se la Sclocco resterà fuori, l’assessore esterno e l’assessore donna coincideranno, con buona probabilità, nella figura di Anna Marcozzi, Pd teramana, primario e dunque perfetta per assumere la delega alla sanità: in tal caso Lolli sarà sottosegretario alla presidenza, ruolo fin qui promesso a Claudio Ruffini, che avrà comunque un incarico di rilievo nella Regione dalfonsizzata.
DI MATTEO E D’ALESSANDRO
Gira gira, di pescaresi in giunta ce ne sarebbero comunque più d’uno (D’Alfonso, forse Sclocco, sicuramente Mario Mazzocca di Sel), e questo sbarra la strada alle ambizioni assessorili di Donato Di Matteo, che non ha comunque alcuna intenzione di mollare e vuole tornare in giunta, ma l’impresa pare decisamente ardua. Gli altri nomi del toto-assessori sono quelli da noi annunciati ieri: Andrea Gerosolimo (Abruzzo civico), Alessio Monaco o Lorenzo Berardinetti (Regione facile), Mauro Sacco o Lucrezio Paolini (Idv), Pierpaolo Pietrucci e Silvio Paolucci. Gli ultimi due, i supervotati giovani democrat, si divideranno un assessorato (con annessa vice presidenza se Lolli non potrà ottenerla) e la presidenza del Consiglio. A dire il vero, così come Di Matteo, spera di entrare nel giro delle poltrone che contano anche Camillo D’Alessandro, che rivendica gli anni duri dell’opposizione condotta da giovane capogruppo di un Pd uscito a pezzi dalle elezioni seguite a Sanitopoli. Ma Paolucci molto difficilmente cederà la quota teatina in giunta all’amico Camillo, destinato invece a un posto da candidato alle prossime elezioni politiche: dovrà darsi pazienza e attendere qualche anno.

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