PESCARA I numeri sono numeri. Anche per chi, come Luciano D’Alfonso, con affabulazione e neologismi, riuscirebbe a far credere che una dozzina di assessori siano in realtà sei e, magari, che Donato Di Matteo, rientra nelle quote rosa. Boutade a parte, nella Regione delle complicazioni (altro che facile) c’è per fortuna una certezza: oltre al presidente la giunta regionale dovrà essere composta da sei assessori. Cinque scelti nel mazzo degli eletti e uno fuori dal portone dell’Emiciclo. Sull’esterno non c’è mai stato mistero: subito dopo la nomina di Nicola Trifuoggi a vice sindaco dell’Aquila e il finto ritiro dalle primarie per le regionali della senatrice Stefani Pezzopane, è stato stretto un patto dal «pescarese» D’Alfonso con la triade aquilana. Giovanni Lolli sarebbe stato il vice presidente della giunta, a garanzia degli interessi del capoluogo distrutto dal terremoto. L’Aquila e tutto il territorio ha risposto in massa, consegnando la maggioranza dei voti a Luciano D’Alfonso, in maniera ancor più massiccia di Pescara. Il neo governatore ha mantenuto i patti, stringendo anche con il sindaco Massimo Cialente un’amicizia che va oltre l’appartenenza di partito. Ma l’incertezza sulla possibilità di pescare una donna tra i consiglieri di maggioranza (Non c’è conferma sull’elezione di Marinella Sclocco) blocca di fatto la composizione di una giunta che deve essere formata nel perimetro del Consiglio Regionale. Più chiaramente: qualora la Sclocco non entrasse in Consiglio, il presidente D’Alfonso sarebbe costretto a rivolgersi fuori dal palazzo bianco per trovare una donna (Anna Marcozzi primario di Teramo), occupando così di fatto una casella già assegnata da tempo a Giovanni Lolli. A quel punto per l’ex sottosegretario si dovrebbe trovare un’altra sistemazione. Tutto più semplice, invece, con la riconferma della consigliera regionale del Partito Democratico che lascerebbe il via libera a una giunta che non lascia troppo spazio a sorprese: presidente Luciano D’Alfonso, ovviamente, Giovanni Lolli suo vice, il segretario regionale dl Pd Silvio Paolucci, uno strapuntino anche per il consigliere di Sel (per il partito l’eletto è Mario Mazzocca) e quello dell’Italia dei Valori (Mauro Sacco?). E ancora: nella sala giunta Alessio Monaco di Regione Facile, Andrea Gerosolimo di Abruzzo Civico. Senza dimenticare che, a poche ore dal voto, Luciano D’Alfonso non ha mai escluso la possibilità che il discusso Donato Di Matteo potesse far parte dell’esecutivo. Così come in queste ore scalpita per un posto al sole Camillo D’Alessandro che, forte delle 4762 preferenze e due legislature già trascorse tra i banchi del Consiglio, chiede la giusta «ricompensa» al suo amico Luciano D’Alfonso. Ma nella Regione facile di Luciano Ovunque regna sovrana la confusione, creata da una legge elettorale che avrebbe dovuto semplificare e asciugare le spese della politica. Il primo obiettivo, è eveidente, non è stato raggiunto; sul secondo si spera che i cattivi pensieri vengano spazzati via il più presto possibile. Per rala breve: solo la conferma dell’elezione di Marinella Sclocco risolverebbe in un attimo i primi problemi del governatore Luciano D’Alfonso che ha già preso contato con dirigenti e impiegati regionali con una visita lampo a palazzo Silone. A proposito di indiscrezioni: per la preziosa squadra amministrativa che dovrà appoggiare l’azione presidenziale, in corsa un altro aquilano, Vincenzo Rivera.