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Data: 29/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Brucchi: «Non cerco alleati». Strategia opposta per Di Pasquale: «Trattative con tutti quelli che vogliono cambiare»

TERAMO La campagna elettorale riparte dai candidati consiglieri. Pochi minuti dopo la proclamazione, da parte della commissione elettorale, dei risultati ufficiali che rendono certo il ballottaggio dell'8 giugno, gli aspiranti sindaci ancora in campo serranno le file delle rispettive coalizioni. Maurizio Brucchi convoca nella sua sede i candidati delle liste "Insieme per Te" e "Forza Italia". E’ il primo di una serie d'incontri che, nelle prossime ore, lo porterà a ricontattare tutti gli aspiranti consiglieri. «Siamo pronti per il ballottaggio», dice Brucchi e pianta subito un altro paletto. «Non faremo alleanze», scandisce, «restiamo coerenti alla squadra, alla coalizione e al nostro programma». Gli apparentamenti, secondo lui, sono sinonino di compromessi e condizionamenti che rischiano di stravolgere il progetto iniziale. Brucchi tenterà di andare oltre il 49,59% a cui si è fermato nel primo turno senza aggiungere alcun pezzo alla coalizione che l'ha sostenuto finora. «La mia percentuale corrisponde al doppio dei voti ottenuti da Manola Di Pasquale», tiene ad evidenziare, «è un bagaglio elettorale importante che va gestito con parsimonia e rispetto». Il vantaggio acquisito «va coltivato», dice, e il sindaco uscente è pronto ad arare il campo elettorale. «La battaglia sarà sui contenuti», spiega, «parleremo con i cittadini così come abbiamo fatto finora». La strategia per i prossimi 15 giorni di campagna casa per casa è stata messa a punto già nell'incontro di martedì sera tra Brucchi e i rappresentanti delle sei liste che lo sostengono. «Nelle prossime ore chiederò ai candidati consiglieri di continuare a lavorare sul territorio», sottolinea, «perché il progetto che abbiamo avviato riguarda tutti, anche chi non ha più possibilità di essere eletto». Il sindaco, nella prima riunione con gli alleati, non ha fatto alcun riferimento al voto disgiunto che gli ha tolto il 5,7% dei consensi impedendogli di superare il quorum per la vittoria diretta. «Questo fenomeno c'è sempre nelle elezioni comunali», spiega, «non era necessario parlarne». Anche Manola Di Pasquale ha chiamato a raccolta i candidati delle sue due liste. Non appena sicura del ballottaggio, l'aspirante sindaco di Pd e "Teramo cambia" li ha riuniti tutti per ringraziarli dell'impegno profuso finora nella campagna elettorale e pianificare con loro le prossime mosse. «Siamo democratici», osserva, «abbiamo aperto un confronto sulle possibili alleanze su quali punti programmatici insistere nella ricerca di accordi». Di Pasquale definisce i suoi candidati «molto motivati» ed è certa che continueranno a lavorare nelle prossime due settimane per una rimonta che sarebbe clamorosa. L'aspirante sindaco del centrosinistra deve raddoppiare i consensi ottenuti al primo turno in cui si è fermata poco sopra il 25%. «Abbiamo avviato i primi contatti molto informali», fa sapere, «per stringere alleanze che diano ampio respiro alla città». L'intelocutrice più immediata resta Graziella Cordone, sostenuta da "Città di virtù" e "Sinistra partecipAttiva" già schierate con il centrosinistra alla Regione. Il confronto, però, non escluderà nessuno. «Avvieremo trattative con tutti», annuncia Di Pasquale, «e mi auguro che vogliano partecipare a un progetto di città nuovo». La candidata di Pd e "Teramo cambia" pensa a un'operazione che riproponga a livello locale il "modello Renzi" risultato vincente dalle ultime elezioni europee. «Ci confronteremo con tutti quelli che condividono un percorso di rinnovamento», spiega, «e puntano sulla crescita economica e sociale della città». La sua strategia si muoverà su un doppio binario. Alle trattative con le altre forze politiche si affiancherà il contatto diretto con i cittadini.

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