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Data: 29/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporto alunni tolto alla ditta campana. Il Comune revoca il contratto alla società prima della scadenza: a gennaio niente certificato antimafia dal prefetto di Napoli

LANCIANO È stato revocato ancora prima della scadenza naturale del contratto, il servizio di trasporto scolastico per scuole primarie, materne e alunni portatori di handicap affidato alla società School bus service srl con sede legale ad Afragola, in provincia di Napoli. Il motivo, spiegato in una determina del Comune pubblicata martedì scorso, risiede nel fatto che il Comune ha preso atto dell’informativa ostativa antimafia emessa dalla prefettura di Napoli nel gennaio scorso e di cui il Centro aveva parlato nei giorni scorsi. La prefettura del capoluogo campano aveva di fatto revocato alla società il certificato antimafia previsto da una recente legge. Nella determina del Comune si specifica che la nota della prefettura di Chieti che informava l’ente del procedimento degli uffici campani, è arrivata il 7 marzo scorso. Di qui una serie di accertamenti e di verifiche per decidere il da farsi. Il servizio. L’affidamento del trasporto scolastico alla School Bus srl è sospeso a partire dal 12 giugno. L’appalto, rinnovato il 30 agosto scorso, prevedeva una durata del servizio fino al 30 giugno. «Dall’11 giugno», si legge nella determina, «con la chiusura delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, risultando il servizio di trasporto ridimensionato e limitato alla scuola d’infanzia, vengono meno gli elementi e le condizioni sottese al mantenimento del rapporto fino alla fine del mese con la School Bus Service Srl, investita dell’informativa ostativa antimafia, per cui occorre prevedere alla revoca dell’affidamento». Il ruolo del Comune. Il servizio di trasporto scolastico è inteso come «essenziale per l’interesse pubblico e indispensabile a garantire la frequenza scolastica e per essa il diritto all’istruzione ed è interrompibile». Un ente può decidere quindi di sospendere subito il servizio, come è stato fatto per i Comuni di Nola e Sant’Antonio Abate poco dopo aver ricevuto la comunicazione della prefettura di Napoli, oppure farlo proseguire se il Comune è impossibilitato a sostituirlo. Questo proprio a garanzia «dell’interesse pubblico perseguito per assicurare il diritto allo studio dei minori e degli studenti diversamente abili che ne fruiscono anche a fini di integrazione sociale». Ancora, come specifica la determina, «sussistono stringenti ragioni di opportunità pubblica e convenienza amministrativa che non consentono di interrompere un servizio essenziale che perdura da un cospicuo lasso di tempo e che non è sostituibile in tempi rapidi». L’assessore. «L’attività di verifica di questa situazione», interviene l’assessore comunale all’istruzione Marcello D’Ovidio, «è in corso da tempo. Stiamo lavorando da settimane assieme all’ufficio per salvaguardare il servizio nel rispetto della legge e dei cittadini che lo ricevono». Nei prossimi giorni il Comune si è riservato di emanare un comunicato stampa per spiegare termini e modi di questa interruzione e come sarà assicurato il servizio fino alla fine di giugno.

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