PESCARA Senza raccontare balle: il segretario e presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la campagna elettorale non si è mai visto in Abruzzo. Qualcuno provi a dimostrare il contrario. Così come è impossibile che si possa negare che qualche mese fa, prima del via libera alle primarie di coalizione, il rottamatore di Firenze, che aveva cancellato la candidatura della Barraciu in Sardegna per un avviso di garanzia, aveva espresso più di una perplessità sul ritorno in politica di Luciano D’Alfonso. Punto. Così come è vero che tra le migliaia di telefonate ricevute da Luciano D’Alfonso subito dopo la sua elezione non c’è stata la chiamata di Matteo Renzi, fresco trionfatore in Europa. Ieri, però, non con il camion ormai rottamato, Luciano Ovunque è andato a Roma e ha partecipato ai lavori della direzione nazionale del Pd. L’incontro tra Matteo e Dalfy c’è stato così come testimoniano le foto subito postate sul profilo Facebook del neo governatore. Ora, anche se non c’è l’ufficialità, si parla di un prossimo viaggio in Abruzzo del Presidente del Consiglio, c’è chi dice per sostenere al ballottaggio i candidati Marco Alessandrini a Pescara, Lino Ruggero a Montesilvano e Manola Di Pasquale a Teramo. Sarà. Chissà come ci rimarrà male la senatrice Stefania Pezzopane che ai tempi della sua fede bersaniana criticò il giovane Matteo per non aver mai messo piede sul suolo martoriato dell’Aquila. Ma anche lei, come ha fatto ieri Luciano D’Alfonso, si è piegata agli umori di Renzi, ora padrone assoluto del Partito Democratico. Certo, Luciano Ovunque ha vinto da solo, senza il supporto del leader democrat ma alla fine è andato lui nella capitale a rendere omaggio al capo del Pd. Insomma, se la montagna non va da Maometto, D’Alfonso va da Renzi. Ora tutti sono in attesa che lui si degni di venire in Abruzzo.