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Data: 30/05/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Nazario Pagano ora paga per la sconfitta. Febbo e Sospiri chiedono le dimissioni Ma Forza Italia sembra aver già deciso. Le ultime parole famose di Pagano «D’Alfonso perderà, se ne faccia una ragione»

PESCARA Febbo chiede la testa di Pagano, Sospiri concorda pur con toni più soft, Giuliante resta a metà strada, Chiavaroli e Castiglione preferiscono il silenzio. Infuria la bufera dentro Forza Italia e sul presidente regionale che, una volta finiti i ballottaggi, sarà rimosso dalla direzione nazionale del partito. Insomma, il regno di Nazario Pagano a capo di Forza Italia in Abruzzo durerà meno di cinque mesi, essendo stato nominato da Silvio Berlusconi l'11 gennaio. Un destino già segnato per Mauro Febbo, il più aspro nei suoi confronti, il più deciso nel chiedere la resa dei conti. L'ex assessore all'Agricoltura della Giunta Chiodi, rieletto a Palazzo dell'Emiciclo, parte dall'analisi del voto: «Nazario Pagano è l'unico abruzzese ed esponente di Forza Italia che non si è accorto della pesante batosta elettorale subita dal partito ma vede addirittura un incremento dei consensi. Una sconfitta del genere, con uno scarto del 17%, è davvero difficile da giustificare e ribadisco che è assolutamente necessario che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Voglio ricordare, in primis a Pagano, che nel 2008, quando ricoprivo il ruolo di coordinatore provinciale di Chieti, in vista delle elezioni regionali, ebbi il buon gusto di autosospendermi prima di presentare le liste». Poi Febbo critica il ritorno al voto con sei mesi di ritardo sulla scadenza canonica: «Già a marzo 2013 erano emerse problematiche di natura economico-legislativa che mi portarono a indicare quale data per il voto quella di novembre 2013, cioè alla scadenza naturale». Febbo ne anche per le strutture dirigenziali e per i colleghi: «Era palpabile in quei mesi che all'interno della struttura regionale c'erano direttori e dirigenti che stavano remando contro, assessori che stavano meditando il salto della quaglia, altri che stavano valutando la possibilità di non ricandidarsi e altri ancora che pensavano alla propria città anziché al bilancio regionale». Dopo aver messo all'angolo anche l'ex presidente Gianni Chiodi, Febbo chiede che Pagano «convochi al più presto il coordinamento regionale, presentandosi dimissionario e consentendo di aprire il dibattito che prima non c'è stato. In quella sede proporrò anche la convocazione degli stati maggiori di Forza Italia (eletti e dirigenti) per rilanciare l'attività politica e territoriale anche nella previsione che si possa tornare al voto in breve tempo». Un riferimento a dir poco inquietante per la futura Giunta D'Alfonso che però non può consolare i vertici di Forza Italia. Fra i quali c'è Lorenzo Sospiri, unico pescarese di centrodestra a restare in Consiglio regionale. Sospiri la pensa come Febbo, in buona sostanza: «Mi sembra logico chiedere la messa in discussione di un gruppo dirigente che ha perso - dice - se fossi stato io il coordinatore, dopo una sconfitta mi sarei dimesso». Anche per lui è stato un errore non concludere la consiliatura regionale entro il 2013: «Pure io, al pari di Mauro Febbo, avevo chiesto di chiudere il mandato nei tempi giusti, cioè a novembre 2013. Invece si è andati avanti ed è stato un autogol, anche perché tagli per ridurre gli sprechi ne abbiamo fatti, abbiamo rispettato la spending review e Chiodi, secondo me, ha ben governato. Allungando il mandato di sei mesi, invece, abbiamo trasmesso all'esterno un messaggio sbagliato, e questo ha avuto un peso notevole nella sconfitta». Degli altre tre di Forza Italia esclusi, Alfredo Castiglione e Riccardo Chiavaroli preferiscono osservare «la consegna del silenzio", mentre Gianfranco Giuliante ammonisce: "Giusto mettere in discussione il vertice, ma senza processi sommari».

«D’Alfonso perderà, se ne faccia una ragione»

PESCARA Le ultime parole famose da presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano le ha pronunciate venerdì scorso, due giorni prima del voto. «Il candidato del centrosinistra Luciano D'Alfonso ormai è consapevole che perderà le elezioni - sparò con insolita sicurezza - è nervoso, continua a sfornare dati errati sulla sanità regionale e di non conoscere la macchina amministrativa poiché confonde le competenze istituzionali assegnate alle Regioni con quelle delle Province. L'unico programma che D'Alfonso ha presentato agli abruzzesi è stato costruito soltanto con metafore ridicole, spot e slogan da Alice nel paese delle meraviglie. Non è affatto credibile. Il presidente Chiodi e la sua maggioranza saranno riconfermati dagli abruzzesi, Luciano D'Alfonso se ne faccia una ragione». Non c’è che dire, a Pagano non ha fatto difetto il coraggio della vigilia ma a conti fatti lui non è stato nemmeno rieletto in Consiglio, mentre D'Alfonso ha stravinto e se n'è fatta una ragione. Anzi, una Regione.

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