PESCARA Occorrerà attendere ancora una settimana, forse addirittura due, prima di conoscere con esattezza la composizione del nuovo Consiglio regionale. Il puzzle è quanto mai intricato e rischia di far saltare i piani del neo governatore Luciano D’Alfonso, in merito alla formazione della nuova giunta. È in bilico la conferma di Marinella Sclocco, del Pd, che vedrebbe schiudersi le porte dell’Emiciclo solo se il seggio di Centro Democratico scattasse su L’Aquila, anziché su Pescara. In tal caso Giorgio D’Ambrosio farebbe posto a Maurizio Di Nicola. Se invece entrasse D’Ambrosio, sarebbe una bella grana per il nuovo presidente della Regione e non solo perché l’ex presidente dell’Aca, dopo le polemiche degli ultimi mesi, è diventato un suo nemico giurato. La mancata elezione di Sclocco, infatti, costringerebbe D’Alfonso a riequilibrare la disparità di genere, nominandola in qualità di assessore esterno. Un’opzione che sbarrerebbe la strada all’ingresso dell’aquilano Giovanni Lolli, ìdisoccupato” di lusso in attesa di collocazione, visto che la nuova legge regionale impedisce di nominare più di un assessore esterno. Le divergenze interpretative producono un effetto domino sullo scacchiere e, in queste ore, tengono sulle spine un bel po’ di politici. Freme, nel Pd, Antonio Innaurato, che rischia di restare a casa: qualora fosse eletta la Sclocco, salterebbe il terzo seggio della circoscrizione di Chieti. I democratici al riparo da brutte sorprese, al momento, sono Silvio Paolucci e Camillo D’Alessandro su Chieti, Donato Di Matteo e Alberto Balducci su Pescara, Pierpaolo Pietrucci e Giuseppe Di Pangrazio su L’Aquila, Dino Pepe, Sandro Mariani e Luciano Monticelli su Teramo. Restando nel campo della maggioranza, i due seggi di Regione Facile andranno a Lorenzo Berardinetti e Mario Monaco, e altrettanti scatteranno per Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri di Abruzzo Civico. Anche Sel avrà un posto in consiglio, ma non è ancora chiaro se spetterà a Mario Mazzocca o a Vincenzo Cipolletti. In forse anche il seggio dell’Idv, che tiene in ansia Lucrezio Paolini. Giochi fatti, invece, all’interno di Forza Italia, che otterrà il seggio riservato a Gianni Chiodi, in qualità di candidato presidente piazzatosi al secondo posto e quattro consiglieri, che saranno Paolo Gatti, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo ed Emilio Iampieri. Ncd porterà in consiglio Giorgio D’Ignazio, mentre Abruzzo Futuro è in attesa di sapere se sarà rappresentato da Mauro Di Dalmazio o da Antonio Morgante. In dubbio anche il seggio di Fratelli d’Italia: qualora scattasse, tornerebbe in gioco Alessandra Petri. Il Movimento 5 Stelle, infine, entrerà per la prima volta all’Emiciclo con Sara Marcozzi, Gianluca Ranieri, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Riccardo Mercante, ma potrebbe esserci spazio anche per Leandro Bracco. Dopo la figuraccia rimediata nel corso dello spoglio, con l’oscuramento del sito della Regione, l’ Abruzzo torna dunque agli onori delle cronache per la tortuosità della sua legge elettorale e i relativi dubbi interpretativi. Gli uffici della Regione, dopo due giorni di conteggi, hanno deciso di alzare le mani e rimettere ogni decisione alla Corte d’Appello dell’Aquila, che a partire da lunedì si metterà al lavoro. Difficile fare previsioni sui tempi e a questo punto non è neanche possibile escludere che la proclamazione del nuovo governatore preceda l’ufficializzazione dei trenta consiglieri eletti.