PESCARA Ma le frecciate a Mascia, scoccate prima e durante la campagna elettorale? «Le frecciate riguardavano il suo comportamento relativo al rapporto che aveva instaurato con le forze produttive del territorio, ad esempio, non avendole consultate adeguatamente. Ora subentro anch’io e andrò a compensare questi aspetti». Ha mantenuto le posizioni, Guerino Testa, il candidato sindaco del Nuovo centrodestra, uscito sconfitto dal voto di domenica scorsa, per quanto riguarda le critiche rivolte fino a qualche giorno fa al sindaco uscente, Luigi Albore Mascia, ricandidato da Forza Italia e da altre due liste (Fratelli d’Italia e Pescara Futura), il quale l’8 giugno se la dovrà vedere al ballottaggio con Marco Alessandrini, del centrosinistra. Acqua passata, dunque, tutte le polemiche tra Testa e Mascia, i quali ieri sera, in un summit che si è tenuto nel comitato elettorale di Testa (nessuna resipiscenza a Canossa, quindi, alias il Comune), hanno «siglato» il patto d’apparentamento per il secondo turno (un accordo tra sette liste: oltre alle tre di Mascia, Ncd, Udc, Pescara in Testa e Rinascita popolare per Testa). Dell’accordo, che verrà presentato stamattina nella sede elettorale di Testa, nulla è trapelato sui possibili incarichi da affidare al presidente della Provincia. «Di questo», ha precisato l’esponente alfaniano, «non abbiamo parlato. Io, inoltre», ha ricordato Testa tanto per rimarcare che da parte sua non c’è stato alcun passo indietro, «non ho mai avuto con Mascia alcun problema di tipo personale». E per Mascia, lo stesso nessun problema ad «accettare», dopo tutto, il collegamento tra le liste. «Non si deve parlare di un’“accettazione”», ha glossato il sindaco. «Sono stato io a cercare Testa per stipulare questo accordo». Insomma, pace fatta tra i due, e anche un punto d’intesa sulle primarie, tanto richieste da Testa, che per Mascia «sono state le elezioni del primo turno». E poi, un calumet della pace ieri fumato anche sui programmi. «Siamo d’accordo su ciò che occorre a Pescara», ha infatti annunciato Mascia al termine dell’incontro, «ovvero un rilancio delle scuole, del lavoro e dell’occupazione, in primis». E ora Mascia potrebbe schierare anche una squadra da 11 liste. Oltre a quelle di Testa e le sue, potrebbe mettere in campo anche quella di Vincenzo Serraiocco (l’intesa dovrebbe andare in porto oggi), e le tre di Roberto De Camillis, con il quale è in trattativa, mentre Florio Corneli, di Pescara a Colori, si è invece defilato. Una compagine potenzialmente da circa 38 punti in percentuale, a cinque lunghezze da Alessandrini. «Ma il risultato finale», ha concluso Mascia, «sarà molto più di una mera sommatoria aritmetica». Fiducia per l’esito finale anche da Testa, con una metafora calcistica: «Si riparte da zero a zero. Sarà una partita difficile», ha aggiunto, «ma Pescara è pur sempre una città di centrodestra».