E' continuato anche nella giornata di ieri il lavoro complesso e certosino della Commissione elettorale centrale, a cui è toccato il compito di controllare i voti di lista, poi si passerà a quelli dei singoli candidati consiglieri. Sicuramente un conteggio importante ma decisamente meno determinante di quello che ha portato all'ufficializzazione del ballottaggio. Al momento gli equilibri sono più che relativi, perché molto dipenderà, come ovvio, da chi la spunterà al ballottaggio e anche da eventuali apparentamenti. Resta inoltre l'incognita del ricorso al Tar, che il sindaco uscente Maurizio Brucchi, visto lo scarto minimo di voti che lo ha separato dalla vittoria : decisione subordinata all'esito del ballottaggio.
In questo momento le «eminenze grigie» del centrodestra e del centrosinistra sono al lavoro per fare i loro calcoli, prevedendo possibili scenari futuri della composizione del prossimo Consiglio comunale. Nel centrosinistra in particolare si cerca la giusta interpretazione della legge elettorale, pensando alla più rosea delle ipotesi, ossia alla vittoria dell'8 giugno. Intanto a Manola Di Pasquale tocca il lavoro di tipo diplomatico, quello di tessere le alleanze all'interno di una coalizione anti-Brucchi. L'operazione è decisamente complessa: da un lato ci sono i grillini, che rifiutano ogni tipo di apparentamento ma che comunque hanno deciso di non dare indicazioni di voto al proprio elettorato. Dall'altra c'è Gianluca Pomante, che, dal riconteggio delle preferenze, è risultato terzo in graduatoria (ben 200 in più quelle ottenute), superando anche Fabio Berardini dei Cinque stelle. Un bagaglio di voti interessante per il Pd, se non fosse per la querelle nata con la candidata Di Pasquale proprio durante le elezioni, quando alcuni personaggi vicini allo staff di Pomante attaccarono direttamente il marito della candidata, su vicende legali relative al suo lavoro.
«Ci siamo incontrati - ha specificato Di Pasquale - e abbiamo finalmente avuto un chiarimento anche su questa questione personale. In fondo siamo colleghi (tutti e due avvocati, ndr) e facciamo parte dello stesso club (i Lions), prima o poi ci saremmo comunque dovuti confrontare e arrivare ad una distensione: sono contenta che sia avvenuto ora, quando in ballo non ci sono solo i fatti personali ma soprattutto il bene e il futuro di questa città. Il Pd non è il partito dell'odio ma della speranza».
Intanto anche Pomante mostra una certa apertura, lanciando un vero e proprio appello ai suoi elettori tramite Facebook: «Visto il risultato delle elezioni, cosa vorreste che facessimo al ballottaggio?». C'è poi Berardo Rabbuffo, che sta a guardare, ma che intanto rivendica il merito del ballottaggio: «Se non ci fossi stato io - commenta - Brucchi avrebbe vinto al primo turno. Mi sono messo in gioco e ho raggiunto l'obiettivo». Più certe le alleanze con Graziella Cordone e con Giorgio Giannella: al momento comunque nessun apparentamento è stato ufficializzato. «Lo farò entro domani sera», annuncia Di Pasquale.