ROMA Un anno durissimo, di quelli da fame. Letteralmente. Che il 2012 fosse stato un anno tosto, era noto. Ma a vedere i dati sui contribuenti, diffusi ieri dal Ministero dell’Economia e relativi appunto ai guadagni percepiti nel 2012 (dichiarati nel 2013) dalle varie categorie, l’Italia sembra quasi un Paese da terzo mondo. Per molti riuscire a portare un pasto caldo a tavola deve essere stata davvero un’impresa.
I COMMERCIANTI
Prendiamo i commercianti. In tanti non sono riusciti a guadagnare - tolte le spese e i costi di gestione - nemmeno 500 euro al mese. È accaduto ai proprietari di negozi di abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori che hanno dichiarato un reddito medio di 4.500 euro l’anno. Non è andata bene nemmeno a chi vendeva coperte, lenzuola, tovaglie e tessuti in genere: 7.200 euro l’anno. Esattamente la stessa cifra con la quale hanno dovuto sbarcare il lunario i negozianti di giocattoli e di articoli sportivi. Non ce l’hanno fatta a superare la soglia di diecimila euro l’anno, nemmeno le lavanderie (8.200), i calzolai (9.200), i sarti (8.400), i corniciai (8.600), le estestiste (7.200), chi vende profumi (8.700) o bigiotteria (7.700), persino i galleristi (7.700) e gli antiquari (8.800). Per non parlare dei librai (7.400). Insomma, un’Italia di poveri in canna. Oppure - un vecchio adagio dice ”a pensar male si indovina sempre“ - di furbi. E sì perché è vero, la crisi è stata dura, durissima. E sono tanti i commercianti che hanno dovuto capitolare, tirando definitivamente giù le saracinesche. E non pochi vanno avanti con enormi difficoltà. Ma a scorrere le tabelle fornite dal Mef, il dubbio che qualcuno ci marci, viene, eccome.
Da queste tabelle l’Italia più che un paese in crisi, sembra un Paese morto. Al massimo si sopravvive. Un caffè al bar, o un gelato? Troppo lusso, evidentemente: i gestori hanno dichiarato 17.000 euro l’anno di reddito medio. Il parrucchiere? Le donne italiane devono averci rinunciato quasi del tutto, visto che loro, i parrucchieri, hanno dichiarato 12.400 euro di reddito annuo, mille al mese. Vacanze? Nemmeno a sognarle: le stanze d’albergo nel 2012 sono state praticamente sempre vuote, la categoria ha dichiarato un reddito medio annuo di 13.500 euro, mentre i tour operator non sono arrivati nemmeno a 11.00 euro. In uno scenario così i gioielli sono l’ultimo dei pensieri: e infatti i gioiellieri non sono riusciti a guadagnare nemmeno 20.000 euro l’anno (19,6 per la precisione). Il reddito medio dei commercianti è di 17.200 euro.
I LIBERI PROFESSIONISTI
Non scialacquano, ma non fanno la fame. In media i liberi professionisti guadagnano intorno ai quarantamila euro. Periti industriali, ingegneri e tecnici informatici praticamente si equivalgono: 36.400 euro l’anno i primi, 36.000 i secondi, 30.800 gli altri. È andata peggio agli architetti (23.500 euro) e ai geometri (24.000). Tra le categorie più ricche gli avvocati (49.600), i dentisti (51.600 euro), i commercialisti (58.500), i farmacisti (90.200) e soprattutto i notai che si piazzano al top della classifica assoluta con 233.300 euro.
I dati del Mef mostrano anche un altro fenomeno: i liberi professionisti e i lavoratori autonomi nel 2012 sono aumentati numericamente, anche se la torta da spartire, causa crisi, è diventata più piccola. I contribuenti soggetti agli studi di settore sono stati circa 3,7 milioni: il 6,3% in più rispetto al 2011, ma il calo del reddito totale ha doppiato quello del Pil (-2,4%), fermandosi a 100 miliardi di euro, ovvero il 5,8% in meno rispetto al 2011.
I DIPENDENTI
I redditi prevalentemente da lavoro dipendente sono in calo (-93.000), aumentano di 140.00 unità invece quelli da pensione. L’operaio guadagna in media 25.000 euro, da sette a cinque volte di meno rispetto al suo capo imprenditore (a seconda della natura giuridca della società). Il suo salario resta quindi più alto del commerciante ed è il triplo del contadino (8.000 euro). Batte anche lo statale che in media ha uno stipendio di 23.000 l’anno.