PESCARA - A.A.A. benvenuto cercasi. Olio, vini, dolci insomma l'annunciato paniere abruzzese che avrebbe dovuto fare da biglietto da visita non c'era. Il volo Eurofly GJ929 partito da New York ha trovato ieri mattina a Pescara una magra accoglienza. Solo una decina di giorni fa ad accogliere tour operator e giornalisti, arrivati in Abruzzo invitati dalla Regione per l'operazione Symposium, c'erano perfino una banda e l'intero salone del Concorde a disposizione per il pranzo di prodotti tipici. Per i "poveri" turisti che hanno sborsato, di tasca propria, quasi 600 euro neanche una caramella o un cartello di benvenuto. E la chiamano promozione. A stringere la mano del primo passeggero sceso in città, la siciliana Concetta Costa, c'erano il sindaco Luciano D'Alfonso e l'assessore comunale Moreno Di Pietrantonio che si sono complimentati con la Regione. Peccato che dei vertici turistici di Regione e Aptr non ci fosse neanche l'ombra.
Soddisfatti per il volo ma accalorati i primi passeggeri statunitensi scesi a Pescara: avranno forse pensato all'effetto serra, invece era solo mancanza di aria condizionata, ancora un optional all'aeroporto che pure dovrebbe accogliere settimanalmente il volo dal JFK di New York. A proposito di servizi e sicurezza: la mancanza di sale per i voli fa sì che i passeggeri si incrocino nella stessa fila. Fatto il volo, forse è il caso di fare l'aeroporto e la vera cultura dell'accoglienza.
Intanto il responsabile della Dogana aeroportuale, Domenico Ventresca, proponeva qualche vocabolo nella lingua del giorno nella speranza di vedere presto un volo da Boston. Tra la trentina di passeggeri arrivati (la maggior parte è scesa a Bologna) il regista Vince Scarza: «Sono venuto a trovare mio cugino -ha detto con accento yankee- , mi piacerebbe fare un film sull'Abruzzo di cui adoro pasta alla chitarra, agnello e Montepulciano». E sciorina le origini: nonna di Penne, nonno della zona di Castiglione Messer Raimondo. Al suo fianco Jody Della Barba, presidentessa dell'associazione abruzzesi di Filadelfia che raggruppa duecento iscritti, insieme al marito Victor. Anche per loro origini regionali: il nonno paterno di lei di Cellino Attanasio, Arielli e Schiavi d'Abruzzo gli avi del marito. «Conosco bene l'Abruzzo, in sei mesi sono tornata tre volte. Il volo è comodo, speriamo di averne uno da Filadelfia». E' «un sogno» la rotta pescarese per Vittorio Canzano, 73 anni di Fossacesia: «Appena ho saputo la novità ho comprato il biglietto, era febbraio. Non vedo l'ora di bere un buon espresso». In America dal '62 Canzano, partito come sarto è ora un manager con oltre trecento dipendenti per Luxottica. Tanta emozione anche per chi partiva verso New York. Come i coniugi Di Rosario di Cappelle: «Vado a trovare mio fratello per la prima volta» ha detto un'emozionata signora Aida. Potrà abbracciare lo zio anche il trentenne Maurizio Spinosi di Montesilvano: «Mi ripeteva di andarlo a trovare a New York, ma mi scocciava partire da Roma. Ora posso accontentarlo»». Non stavano nella pelle Alessio di 17 anni e la sorellina Federica in viaggio coi genitori, Carla e Fernando, che festeggiano i loro 20 anni di matrimonio. Vive da 45 anni a New York Concetta Liberatore, di Chieti, ora supervisor al municipio statunitense: «Roma troppo congestionata -dice nel suo slang- proviamo da Pescara. Tornerò per settembre e a Natale»». Speriamo che per allora le cose siano migliorate.