L'improvviso stop alla firma del contratto per la realizazione della filovia tra la Gtm (Gestione Trasporti Metropolitani), ente appaltante, e la Balfour Beatty Rail, vincitrice della gara da 31 milioni di euro, sta scatenando una bagarre tra i partiti. E mentre il centrodestra ha facile gioco nel denunciare i tentennamenti del centrosinistra, all'interno di questa coalizione prevalgono imbarazzo e ambiguità. Ieri l'altro il senatore Andrea Pastore (Forza Italia) aveva parlato di "vergognosa figuraccia internazionale". Ora è la volta di Alleanza nazionale che se la prende con i "furbetti del filobus". Così il coordinamento provinciale del partito definisce «quella parte politica che a Pescara è afflitta da personalità multipla, prima favorevole all'opera e poi contraria alla vigilia delle elezioni amministrative. Una vera e propria pantomima sulla quale faremo chiarezza». E ancora: «L'eurofiguraccia è stata perpetrata sulla pelle dei cittadini per un paio di voti in più da raccattare a Montesilvano. Rifondazione comunista, a tutela del suo candidato sindaco, Cristian Odoardi, ha di fatto bloccato la firma del contratto per il via libera alla realizzazione della filovia, in buona compagnia di altri partiti del centrosinistra in grave crisi elettorale». «Lo stop all'ultimo momento - conclude la nota - che ha lasciato esterrefatto le aziende europee coivolte, è l'ennesimo capitombolo di Regione, Provincia, Comune di Pescara e Gtm mentre migliaia e migliaia di cittadinui sono soffocati dallo smog». Silenzio assordante nel centrosinistra. Solo il consigliere provinciale della Margherita, Aurelio Giammorretti ha predisposto una mozione con cui si chiede alla Gtm la sospensione dell'appalto, l'istituzione di una commissione tecnica e politica di approfondimento di tutta la questione, in ogni caso l'attesa della conclusione delle elezioni a Montesilvano.