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Pescara, 18/03/2026
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Data: 19/06/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Autista scende dal bus a fumare: i passeggeri restano chiusi dentro. È accaduto martedì sera a Termini, la polizia è intervenuta per liberare i viaggiatori, l’Atac dispone un’inchiesta interna

Sono rimasti prigionieri dentro un autobus fermo per quindici minuti. Soli, con le porte chiuse, senza la possibilità di uscire. L’autista dell’Atac che doveva accompagnarli, in servizio sulla linea 92, al capolinea della stazione Termini, dopo aver fatto il giro della piazza, ha accostato il bus, ed è scesa fumando una sigaretta. Poi ha chiuso le porte e se ne è andata senza dare spiegazioni, lasciando a bordo i passeggeri allibiti. A nulla sono servite le proteste dei malcapitati che hanno cominciato a battere le mani sui finestrini e a urlare: l’autista si è dileguata e solo con l’intervento della polizia, e di altri addetti dell’Atac, i passeggeri sono riusciti a liberarsi.
È successo martedì sera, intorno alle 22.15. Un altro caso - l’ennesimo - che vede protagonisti autisti dell’Atac “fuori dal comune” e passeggeri costretti a subire incredibili disservizi. A raccontare l’episodio è uno dei passeggeri rimasti in ostaggio dentro al bus che ha deciso di presentare denuncia alla magistratura e all’Atac.
OSTAGGI
«Martedì sera verso le 22.15 - racconta Paolo Franzì, avvocato - insieme ad altri tre passeggeri sono salito sull’autobus 92 alla stazione Termini. Dopo pochi minuti l’autista, una donna, è salita sull’autobus fumando, ha chiuso le porte ed è partita, fatti pochi metri ha fermato l’autobus dalla parte opposta della piazza, è scesa, ha chiuso le porte e se ne è andata, lasciando tutti noi nell’autobus. Abbiamo tentato di richiamare la sua attenzione chiamandola e sbattendo le mani sui finestrini, ma come ha fatto finta di niente e se ne è andata, sembrava come estraniata dal mondo». Per quasi un quarto d’ora i passeggeri sono rimasti segregati dentro al bus. Le porte erano chiuse ed era impossibile aprirle dall’interno. In quel momento è scattato il panico. «A quel punto - prosegue il passeggero - ho chiamato il 113, che ha fatto intervenire sul posto alcuni addetti dell’Atac che hanno materialmente aperto le porte dell’autobus e ci hanno praticamente liberato. Abbiamo vissuto davvero una brutta avventura».
L’AZIENDA

Che cosa sia effettivamente successo all’autista è ancora da chiarire. L’azienda capitolina, dal suo canto, dopo la denuncia del Messaggero ha deciso di avviare «un’indagine interna e accertati i fatti di far scattare una sanzione disciplinare all’autista», che con ogni probabilità sarà sospeso dal servizio. Certo è che a Roma, ormai da tempo, casi del genere non sono più così isolati: a marzo sulla linea 44, nel quartiere di Monteverde, un autista bloccò il bus perché indispettito dalle proteste dei passeggeri che si lamentavano delle sue bestemmie al telefono. E sempre sulla stessa linea, lo scorso dicembre, un conducente lasciò i passeggeri letteralmente in mezzo alla strada tra la rabbia e lo stupore dei cittadini dopo avere litigato al cellulare con la fidanzata.

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