PESCARA Buongiorno Acerbo, che cosa fa? «Adesso un po' di vacanza, domenica vado a vedere i Rolling Stones a Roma, il biglietto l’ho trovato online tutto compreso a 90 euro». Beh, mi fa piacere, però intendevo come politico “guastafeste”. Dopo 5 anni, resta fuori dal consiglio regionale: come li definisce? «Li ritengo 5 anni interessanti». E basta? «Interessanti perché, essendo stato in un monogruppo, ho dovuto occuparmi di tante tematiche, quindi è stata un’occasione di conoscenza enorme. Ho fatto molte battaglie valide che continueremo a portare avanti dall'interno del prossimo consiglio regionale. Posso dire una cosa?». Prego. «Tengo a precisare che sono molto soddisfatto del risultato elettorale. In cifra assoluta abbiamo preso più di 5 anni fa e allora non c’era stata la scissione Sel e non si presentava M5s. Con la vecchia legge ce l’avremmo fatta. Ora lavoriamo a sviluppare il progetto dell’altro Abruzzo». Ok. Lei si sente un guastafeste? «No, anche se c'è questa idea. Io odio la festa e a qualcuno l'ho anche guastata, ma cerco di essere propositivo e solo una visione capovolta della realtà fa sì che quelli come me vengano visti come rompiscatole. In realtà cerco semplicemente di risolvere problemi che altri cercano di acuire». C’è un’emergenza che ha di più nel cuore? «Più di una, la prima che mi viene in mente è la questione ambientale della quale a mio parere non c'è adeguata consapevolezza: dal recupero dei nostri fiumi fino alla questione dello stop del consumo del suolo, allo scandalo dell'assenza del piano-cave fino alla questione della tutela del demanio marittimo. E poi c'è tutta la questione della salute, della bonifica di Bussi e della mancanza del registro dei tumori». Ci dica come cambia (o è già cambiata) la sua giornata. «È cambiata totalmente. Prima andavo sempre all'Aquila, adesso devo riorganizzami a partire dalla questione del lavoro e del reddito». Intende dire che è disoccupato? «Beh, non sono uno di quelli che si è inserito in società pubblica. Io faccio da me, come ho sempre fatto. Anche se gli impegni non mi mancano perché sono sempre nella segreteria nazionale di Rifondazione». Qualche programma ce l’avrà... «Resto e rimango un attivista. Intanto voglio riprendere l'impegno della radio, Radio città attrattiva popolare network, che avevamo chiuso come programmazione da Pescara». Forse questa intervista viene letta da qualche imprenditore: ha la possibilità di dire per quale lavoro è portato. Ad esempio, che scuola ha fatto? «Ho fatto lo Scientifico, ma vi ringrazio, faccio da solo come sono abituato. Qualcosa m’inventerò... Ha già calcolato la buonauscita? «No. Mi servirà per pagare le spese della campagna elettorale». E niente vitalizio, perché la legge che lei ha voluto lo esclude: ne è orgoglioso? «Guardi, si dice che se non si vive come pensi finirai col pensare come ieri: è quello che è successo, nel fare politica i comportamenti sono fondamentali». Secondo lei, il Consiglio sentirà la mancanza di un “rompiscatole” come Acerbo? «Mi auguro che i grillini facciano un po’ di opposizione almeno sulla legalità e sull'ambiente. Anche se non hanno il tipo d'impostazione mia».