L'AQUILA - Cinque esponenti del Partito democratico e uno di Sinistra ecologia e libertà nella nuova Giunta del presidente Luciano D'Alfonso nata alle 12.30.
I sei sono Giovanni Lolli, con incarico di vice presidente della Giunta, unico assessore esterno, nominato direttamente dal presidente D'Alfonso, Silvio Paolucci, Marinella Sclocco, Dino Pepe, Donato Di Matteo e Mario Mazzocca.
La squadra è stata ufficializzata in una conferenza stampa a palazzo Silone all'Aquila.
Cinque dei sei nomi erano certi già da tempo, mentre c'era incertezza sul sesto assessore.
Il nome in ballo, oltre Mazzocca, era quello di Alessio Monaco di Regione facile, lista civica del presidente, che rivendicava di essere stata la lista più votata nella maggioranza dopo il Pd, con 36.618 voti pari al 5,50 per cento, molto di più di quelli di Sinistra ecologia e libertà, 15.821 voti pari al 2,3 per cento.
D'ALFONSO: "UN GIORNO SPECIALE"
"È un giorno speciale perché c'è stata la legittimazione con il voto, con il varo della Giunta e con il programma di governo che presenteremo".
Questo il commento di esrodio di D'Alfonso nell'annunciare i nomi della nuova Giunta nella conferenza stampa all'Aquila su 'Funzione Abruzzo'.
Le deleghe saranno assegnate in un secondo tempo perché "le competenze - ha detto - devono essere amalgamate anche alla luce del fatto che la passata Giunta era di 10, ora di 6, cosa che non si fa in una tipografia o da Ikea, per questo serve approfondire e coordinare anche considerando le competenze degli assessori".
Le deleghe arriveranno in tempi brevissimi, assicura però D'Alfonso, perché “ho fatto un contratto con gli abruzzesi e dedicherò tutto il mio tempo al lavoro da presidente, l’esclusiva dedizione del tempo è la qualità dell’amministrare. Ho detto ai miei libri e alla mia bicicletta che dovranno attendere cinque anni".
In una circostanza però D’Alfonso ha voluto subito indicare le deleghe e lo ha fatto per Paolucci. "Per lui è pronto il conferimento della delega su Programmazione economica, Bilancio, Risorse umane e Sanità".
Altro si può intuire dal momento che D'Alfonso ha definito Di Matteo “uomo dotato di plasticità di cordialità con la popolazione” dalla cui esperienza amministrativa "c’è da pescare”.
Pepe è “una scoperta, un amministratore che viene dal Teramano lontanissimo, dalla Val Vibrata colpita dalla crisi industriale”. Della Sclocco D’Alfonso sottolinea il suo "grande impegno per il sociale".
Quanto al vice presidente Lolli, accento sul suo essere "un rappresentante delle ragioni e bisogni della sua città, ovvero dell’Aquila e del cratere sismico da ricostruire". Ma non ci sarà, come confermato dallo stesso Lolli, un assessorato specifico alla ricostruzione.
E poi Mazzocca, ”esponente di una cultura plurale, un architetto che conoscere problematiche del suolo e del sottosuolo, sindaco di un paese Caramanico, che è bandiera di un ambientalismo riuscito”.
Nessun assessore, amminisce però D'Alfonso, potrà “intronarsi nella sua solitudine e dovranno confrontarsi costatante con i capogruppo e i presidenti di commissione".
PRIMA RIUNIONE SULLA FONDOVALLE SANGRO
Il governatore ha annunciato che la prima riunione di Giunta si farà sulla fondovalle Sangro “a sottolineare la priorità da affrontare e risolvere con il completamento viario”, la secondo nel centro storico dell’Aquila. Il primo consiglio dovrebbe essere fissato per il 30 giugno prossimo, convocato ed aperto dall’assessore più anziano, Mario Olivieri.
Ineludibile la domanda da parte dei cronisti sull'esclusione dalla giunta, a favore di Sel, di Abruzzo Civico e Regione Facile, quest’ultima lista civica ispirata dallo stesso presidente, entrambe hanno conquistato due seggi.
"Sel entra in Giunta - spiega D'Alfonso - perché insieme all’Idv è il ceppo genetico di questa coalizione anche con la partecipazione alle primarie del centrosinistra”, dove l'ex sindaco di Pescara si è imposto su Franco Caramanico e Alfonso Mascitelli.
E ha poi aggiunto che si farà ricorso al regolamento del Consiglio regionale “che offre la possibilità di federazione con altri gruppi politici, per permettere a Mazzocca di fare l’assessore nonostante faccia parte del monogruppo di Sel, quindi impossibilitato a fare il capogruppo e l’assessore, quindi a esercitare il ruolo di controllore e controllato insieme visto che il Consiglio ha la competenza di controllare l’azione dell’esecutivo”, come anticipato da AbruzzoWeb.
PAOLINI (IDV) SARA' VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
In riferimento al ruolo dell’Italia dei valori, D’Alfonso ha sottolineato che sono stati loro a optare per le direzione dell’assemblea regionale nella considerazione che il consigliere Lucrezio Paolini assumerà la carica di vice presidente del Consiglio regionale.
Riguardo il mal di pancia denunciato da Abruzzo civico guidato dall’ex direttore del Tg1, Giulio Borrelli, che invano ha chiesto un incontro, il governatore ha spiegato che “si è percorsa insieme un pezzo di strada importante, poi rimpicciolita, si potrebbe ampliare di nuovo, ma dipende dalla volontà nella considerazione che ho bisogno di persone che risolvano i problemi, e non li creino”.
"NUOVA LEGGE ELETTORALE PER EVITARE AFFANNI"
Sull’annuciata modifica della legge elettorale D’Alfonso conferma. “La cambieremo subito, non negli ultimi 12 o negli ultimi 6 mesi. Faremo una legge che non crei affanno ai tribunali, alle commissioni elettorali e alla Corte d’Appello, va rigorosamente riordinata per rendere certo il meccanismo di funzionamento e risolvere il problema interpretativo", ha continuato.
"Sarà una legge snella e molto semplice", ha spiegato ancora il governatore, per il quale la passata legislatura è stata “la più lunga del mondo, ho avuto l’impressione che non si votasse più”.
Sull'elezione del presidente del Consiglio regionale D’Alfonso lancia poi un chiaro placet a Giuseppe Di Pangrazio. “Un amministratore di grande esperienza, e si stanno creando le condizioni e le convergenze per un suo ruolo da presidente del Consiglio regionale”.
D'ALESSANDRO SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA
D'Alfonso ha poi voluto mettere l'accento sulla figura e la funzione del consigliere Camillo D'Alessandro. "Sarà il punto centrale del confronto politico e amministrativo tra la Giunta e il Consiglio - ha specificato - sarà il sottosegretario dell'Ufficio di presidenza, il più stretto collaboratore del presidente della Regione, ma soprattutto l'elemento di raccordo politico e amministrativo sul quale convergeranno le istanze politiche non solo della maggioranza politica ma anche degli abruzzesi, a conferma di quanto per questo governo sia importante la fase di ascolto e vicinanza alla gente abruzzese".
A proposito della segreteria della presidenza della Giunta regionale è stata azzerata la struttura con il decadimento delle figure nominate dall’ex presidente, Gianni Chiodi.
L’unica pedina annunciata da d’Alfonso è l’ex presidente della provincia di Teramo ed consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini, che sarà uno dei tre dirigenti: “Sarà il mio primo decodificatore, la persona a cui rivolgersi in mia assenza, che si assumerà un lavorio di fatica”.
Sul segretario della Giunta D’Alfonso ha chiarito di essere alla ricerca di un magistrato contabile o amministrativo e anche nelle prefetture, facendo intendere di averne contattati tre e sottolineando che "speriamo non mi rispondano sì lo stesso giorno", il candidato più accreditato è l'ex direttore generale del Comune di Pescara Antonio Dandolo.
Per il secondo dei tre posti da dirigente esterno D’Alfonso sta infine individuando la figura di un esperto in politiche comunitarie, si è parlato dell'aquilano Vincenzo Rivera ma ci sono anche altre candidature.
Presenti in sala stampa anche altri consiglieri regionali di maggioranza che D'Alfonso cita uno a uno, sottolineando di ciascuno le doti e le esperienze che, promette, saranno valorizzate.
Pierpaolo Pietrucci, che "rappresenta una rivoluzione generazionale", Alessio Monaco "un ex sindaco che ha conquistato la fiducia del suo successore Federico Moccia", Sandro Mariani, "giovane e battagliero amministratore", Luciano Monticelli, "ideatore dell'area protetta del Cerrano", Alberto Balducci, "compagno di strada, mio assessore quando ero sindaco a Pescara", Lorenzo Berardinetti, "gran conoscitore delle ferrovie e delle comunità montane".
A seguire un appello per un'opposizione costruttiva: “Non voglio che tutti i giorni ci sia una competizione distintiva tra maggioranza e opposizione. Lavoreremo a creare una convergenza, lanciando il sasso molto avanti, e soprattutto facendo toccare a tutti con mano e rendendo misurabile, quello che faremo tutti i giorni", conclude.