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Pescara, 16/03/2026
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Data: 20/06/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Ecco la squadra del presidente. D’Alfonso ha scelto la nuova giunta Lolli vice, ampi poteri a Paolucci

L’AQUILA Su il sipario sulla nuova Giunta regionale, uno dei tre pilastri che per il presidente Luciano D’Alfonso legittimano l’azione di governo. «Il primo è il voto popolare, il secondo è la Giunta ed il terzo è il programma di mandato, che presenteremo in occasione del primo consiglio regionale, cosa mai successa in Abruzzo». I giorni delle indiscrezioni e dei rumors sono ormai alle spalle, così come quelle delle incertezze legate dal dato elettorale del 25 maggio che ha tenuto in bilico la presenza dell’unica donna eletta in maggioranza, Marinella Sclocco. Oltre a lei nella nuova squadra di governo entrano iovanni Lolli, con incarico di vicepresidente della Giunta, unico assessore esterno, nominato direttamente dal presidente D’Alfonso, Silvio Paolucci, Dino Pepe, Donato Di Matteo e Mario Mazzocca. Le deleghe verranno comunicate in un secondo momento, anche se qualche anticipazione D’Alfonso non è riuscita a trattenerla. Per Paolucci pronta la delega per la sanità, programmazione e bilancio mentre per gli altri si viaggia ancora nel campo delle ipotesi, anche se non è un mistero la possibilità che alla Sclocco venga assegnata la delega alle politiche sociali e welfare o che il titolare di quella ai trasporti potrebbe essere verosimilmente Di Matteo. Di certo c’è che da dieci assessori si è passati a sei ed è necessario distribuire gli incarichi per competenze e coerenza dei singoli settori. «Una cosa che non si può fare né in tipografia né all’Ikea. Questa Giunta deve essere il miglior prodotto dell’Abruzzo» ha sottolineato D’Alfonso, che ha parlato anche del primo compito che si è prefissato nell’agenda politica «rendere più facile la vita alle imprese». Su un altro aspetto politico- amministrativo il Presidente D’Alfonso ha poi voluto mettere l’accento, e cioè sulla figura e la funzione del consigliere Camillo D’Alessandro. «Sarà il punto centrale del confronto politico e amministrativo tra la Giunta regionale e il Consiglio - ha specificato D’Alfonso -. Sarà il sottosegretario dell’Ufficio di presidenza, il più stretto collaboratore del Presidente della Regione, ma soprattutto l’elemento di raccordo politico e amministrativo sul quale convergeranno le istanze politiche non solo della maggioranza politica ma anche degli abruzzesi, a conferma di quanto per questo governo sia importante la fase di ascolto e vicinanza alla gente abruzzese». Alla presentazione del nuovo esecutivo c’era anche il consigliere Giuseppe Di Pangrazio del Pd, per il quale «potrebbe esserci una convergenza per il ruolo di presidente del Consiglio regionale» ha detto il presidente. Sotto il profilo politico ci sono diverse questioni aperte, dalla riorganizzazioni delle partecipate all’ottimizzazione dell’utilizzo dei fondi europei. «Ci sarà una struttura che seguirà da vicino il riordino delle società, mentre ci avvarremo dell’esperienza di una persona di profilo internazionale per l’utilizzo dei fondi Ue, uno che quelle risorse le ha fatte investire invece che parlarne nei convegni». Sullo sfondo, poi, la recente inchiesta che ha portato ad arresti ed avvisi di garanzia all’Aquila «Un vero pasticcio» ha commentato D’Alfonso mentre su un altro pasticcio, quello della legge elettorale che ha portato a ritardi e dubbi interpretativi nella proclamazione degli eletti, il messaggio è stato cristallino. «Ci metteremo a per cambiarla subito, non a sei mesi o ad un anno dalla fine della legislatura. Dovrà essere una legge chiara per tutti, per i cittadini, ma anche per chi deve interpretarla o lavora nei tribunali». Un percorso che gioco forza dovrà essere intrapreso con il contributo delle opposizioni, alle quali lancia un messaggio: «Non voglio che tutti i giorni ci sia una competizione distintiva tra maggioranza e opposizione. Lavoreremo per creare una convergenza, lanciando il sasso molto avanti, e soprattutto facendo toccare a tutti con mano e rendendo misurabile, quello che faremo ogni giorno». Una proposta di collaborazione che bisognerà vedere come e se verrà accolta dalle minoranze all’Emiciclo.

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