PESCARA Prenderà qualche altro giorno per riflettere, Luciano D’Alfonso: lui dice un paio, forse non basteranno per conoscere la definitiva assegnazione delle deleghe. Quel che è certo è che Silvio Paolucci avrà un super-assessorato, visto che lievita ogni giorno che passa: Sanità, Bilancio e Programmazione economica, ora Risorse umane (Personale). Avrà anche lo Sport. Di Giovanni Lolli si sa, vice presidenza e delega alla Ricostruzione dell’Aquila, ma qualcos’altro avrà, probabilmente Attività produttive e Turismo. Marinella Sclocco è certa di Politiche sociali, Cultura e Istruzione, così come Mario Mazzocca di Ambiente, Parchi, Ciclo integrato dei rifiuti, cui potrebbe aggiungere gli Enti locali. Restano Dino Pepe e Donato Di Matteo. Tutti e due vogliono l’Agricoltura, ma anche i decisivi Trasporti cercano un titolare. Il nodo è nell’Agricoltura: fa gola a tutti, anche a chi assessore non è. Camillo D’Alessandro spinge perchè il settore resti nel portafoglio del governatore, in modo da gestirlo su delega presidenziale dalla posizione di sottosegretario (l’altro sottosegretario sarà Maurizio Di Nicola, Cd), mentre i marsicani spingono per Giuseppe Di Pangrazio, invece destinato alla presidenza del Consiglio. D’Alfonso si muove cauto, sa quanto è delicata la fase post-elettorale in cui tutti gli eletti vogliono passare all’incasso, e anche i non eletti. Ma lui ha sventolato, nell’intervista al nostro giornale di domenica scorsa, la sua opposizione a «rendite di posizione» e «localismi», a vantaggio di una visione unica del territorio regionale: quindi vaglierà attentamente pro e contro delle sue mosse. Probabilmente alla fine dividerà Agricoltura e Trasporti tra Pepe e Di Matteo, tenendo per sè le Infrastrutture e, forse, i Rapporti con l’Europa, suoi cavalli di battaglia.
Tanto, poi, con D’Alfonso si sa come va a finire: delega o non delega interverrà lui dappertutto, e pur di spegnere le voglie agricole dei suoi ardenti palafrenieri studierà la materia fino a saperne di più di un coltivatore. Poi li spedirà in ritiro per studiare e pentirsi di cotanta petulanza. Con la sua benedizione. E un abbraccio, ovviamente.