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Pescara, 16/03/2026
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Data: 20/06/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Centro turistico, scontro sul piano d’area

Galeotto è stato il Gran Sasso e il suo piano industriale; argomento sul quale si è consumato lo strappo fra il sindaco Massimo Cialente e Rifondazione comunista. Teatro della vicenda è stata l’audizione dei vertici del Centro turistico del Gran Sasso. Il consigliere comunale Enrico Perilli ha da sempre mostrato perplessità sul piano di sviluppo della montagna e soprattutto sul progetto di sostituzione dell’impianto delle Fontari. Ieri ha ribadito il suo punto di vista sottolineando che è «necessario apportare una modifica al piano d’area per spostare il progetto dell’impianto rispetto a quanto previsto in origine». Il consigliere green ha aggiunto che sarebbe contro legge attivare la procedura di Via 38 giorni dopo la pubblicazione del bando così come è stato fatto. Tanto è bastato però al sindaco Massimo Cialente per andare diritto all’affondo politico. «Nel programma di mandato sottoscritto da tutti i partiti di maggioranza, Rifondazione compreso - ha esordito - è inserito il piano d’area del Gran Sasso. Se ora Rc ha cambiato idea e non la pensa più così, non dobbiamo stare per forza insieme. Per noi lo sviluppo del Gran Sasso è una questione centrale e noi vogliamo andare avanti». Lo strappo di maggioranza è servito, Cialente ha annunciato anche la necessità di convocare a breve un vertice di maggioranza per approfondire il discorso con Rifondazione, pronto perfino ad andare di nuovo al voto ove la maggioranza non dovesse più avere i numeri. Perilli non si è scomposto, ci ha tenuto tuttavia a sottolineare l’importanza di trovare una intesa con il sindaco e la maggioranza su tempi centrali a carattere ambientalista. Intanto dall’audizione è emersa una situazione del Gran Sasso sempre più complessa: tutti aspettando Invitalia che come Godot, forse non arriverà mai la perdita di bilancio invece supera i 600 mila euro nonostante i buoni incassi. Si sta tentando tuttavia di colmare poco a poco il buco da circa 6 milioni di euro anche attraverso transazioni vantaggiose che si attestano al 50% dell’importo dovuto. Pesa l’ipoteca sull’hotel Cristallo e pesa l’incognita sul futuro del personale. Su questo punto il sindaco è stato chiaro. Quando sarà ufficializzato il fitto dell’azienda i lavoratori potranno scegliere se andare con il privato o restare. Ai sindacati ha ribadito che non potranno essere assorbiti dalle altre spa. È possibile che la funivia potrà essere affidata al futuro gestore privato.

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