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Pescara, 16/03/2026
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Data: 21/06/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, pronte le deleghe in giunta. A Lolli le riforme. Manca solo la firma. Donato Di Matteo dovrebbe tornare in possesso della delega ai Trasporti e mettersi subito a lavorare sul dossier della fusione delle tre società regionali Sangritana, Gtm e Arpa

PESCARA Prendono forma in queste ore le deleghe per gli assessori regionali, anche se il presidente Luciano D’Alfonso si prenderà ancora qualche giorno per la messa a punto conclusiva. Il quadro complessivo è comunque delineato. Giovanni Lolli, vicepresidente e assessore in pectore alle Attività produttive, dovrà occuparsi anche di riforme (mentre perde quota la delega alla Ricostruzione dell’Aquila che probabilmente non sarà attivata). Fra tutte le riforme necessarie, la prima in ordine di tempo, secondo quanto dichiarato da D’Alfonso nei giorni scorsi, è quella della legge elettorale, che ha mostrato qualche crepa nell’applicazione e nell’interpretazione, visti i tempi di proclamazione degli eletti. E in questo contesto potrebbe riprendere forza il progetto del Partito democratico, bocciato nella scorsa legislatura, che prevedeva uno sbarramento più alto per le liste e la doppia preferenza di genere per favorire l’ingresso delle donne in Consiglio. Il superassessorato di Silvio Paolucci, Bilancio e Sanità, si arricchirà anche della delega alla digitalizzazione. Donato Di Matteo dovrebbe tornare in possesso della delega ai Trasporti e mettersi subito a lavorare sul dossier della fusione delle tre società regionali Sangritana, Gtm e Arpa. A Marinella Sclocco andranno due assessorati critici per la carenza di risorse: Sociale e Cultura; a Dino Pepe il Turismo, a Mario Mazzocca il blocco Ambiente, Rifiuti, ciclo idrico (ieri Mazzocca era non a caso con D’Alfonso al sopralluogo all’ex Cofa di Pescara). Resta fuori per il momento l’Agricoltura che forse resterà in mano al presidente e sarà affidato al sottosegretario Camillo D’Alessandro. Intanto il governo ha impugnato la legge regionale numero 23 del 28 aprile scorso “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 3 marzo 2005, n. 18, 21 febbraio 2011, n. 5, 16 luglio 2013, n. 19, 19 dicembre 2007, n. 44, 16 settembre 1998, n. 81 e ulteriori disposizioni normative”. Un sorta di legge omnibus dove si trova di tutto, dai distretti agroalimentari ai consorzi di bonifica, dai distretti rurali alle energie rinnovabili, dal contributo straordinario al centro agroalimentare Val Pescara a interventi per la marineria del capoluogo adriatico. Per il governo, la legge abruzzese, come quella impugnata la settimana scorsa, contiene «disposizioni in contrasto con l’art. 86, terzo comma, dello Statuto della Regione», nonché con gli articoli 123, 117 della Costituzione. In sostanza il governo ricorda alla Regione quanto è scritto nello statuto abruzzese, e cioè che in caso di proroga della durata del Consiglio oltre i 5 anni della legislatura, l’assemblea può legiferare «limitatamente agli interventi che si rendono dovuti in base agli impegni derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea, a disposizioni costituzionali o legislative statali o che, comunque, presentano il carattere della urgenza e necessità».

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