PESCARA La nuova giunta D’Alfonso si appresta a dare avvio al suo cammino. I nomi degli assessori sono stati ufficializzati e nei prossimi giorni verranno attribuite anche le deleghe. Il dato più evidente è che il Partito Democratico ha egemonizzato il nuovo esecutivo, occupando sei caselle su sette, a partire da quelle del presidente e del suo vice. Il Pd, in sostanza, farà la parte del leone in giunta e all’Emiciclo potrà contare sul gruppo più nutrito, che sarà guidato da Sandro Mariani, 32 anni, ex assessore del Comune di Campli e figura molto vicina all’ex parlamentare rosetano Tommaso Ginoble. Il nuovo capogruppo dei democrat abruzzesi indica le tre regioni per le quali, a suo giudizio, la giunta regionale è in grado di fare bene, nell’interesse dell’Abruzzo e degli abruzzesi. «Luciano D’Alfonso, fin dalle prime dichiarazioni, ha dimostrato di avere una visione particolarmente innovativa del ruolo che dovrà essere svolto dalla giunta regionale – dice Mariani - Il nuovo esecutivo non sarà statico e bloccato, come nel passato, ma sarà caratterizzato da una grande dinamicità da parte degli assessori, sul solco del modello tedesco. I membri della giunta, inoltre – osserva il democrat teramano - saranno sottoposti ad una valutazione continua e la composizione della squadra di governo potrà essere ritoccata e soggetta a rivisitazioni». Il nuovo capogruppo del Pd mette in luce quella che ritiene la seconda arma vincente: «Il grande entusiasmo che si respira all’interno della maggioranza mi induce all’ottimismo e rappresenta il substrato ideale sul quale iniziare a lavorare. Nonostante molti consiglieri della coalizione neanche si conoscessero, ho riscontrato un clima positivo, improntato alla collaborazione, volto alla realizzazione delle proposte, depurato dalle vecchie gelosie e dalle logiche di corrente». Il terzo punto di forza, per Mariani, è la qualità dei neo assessori. «È ancora presto per addentrarsi nella discussione sugli obbiettivi politici e programmatici, che sono ancora in evoluzione – rimarca il capogruppo del Pd - ma mi sembra innegabile che le figure coinvolte nella nuova giunta siano in possesso di un ampio bagaglio di competenze e siano animate da buoni principi». Di parere diametralmente opposto Sara Marcozzi, candidata alla presidenza della Regione nel maggio scorso e futuro capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Emiciclo. Marcozzi, alla guida della truppa più nutrita nel panorama dell’opposizione regionale, elenca le tre ragioni per le quali ritiene che la giunta D’Alfonso possa nuocere all’Abruzzo. «Non è possibile fidarsi di questo nuovo esecutivo, composto da assessori già noti alle cronache non certo per meriti, ma per ben altre vicende – rimarca la consigliera grillina – Parliamo di persone che in passato hanno causato molti dei principali problemi che affliggono il nostro territorio e che adesso hanno la presunzione di presentarsi come le figure in grado di risolvere quegli stessi problemi». Il secondo elemento di sfiducia nella nuova giunta è legato alla scarsa coerenza che D’Alfonso, a giudizio della capogruppo del Movimento 5 Stelle, avrebbe evidenziato nelle sue prime uscite post-elettorali: «Il neo governatore ha già cambiato marcia rispetto a quanto promesso in campagna elettorale, quando garantiva coccole ai cittadini e riconciliazione di acque dolci e salate, dunque salute e ambiente. Oggi, dimentico di tutto ciò, già pensa soltanto a grandi opere e appalti milionari, da gestire preferibilmente con affidamenti diretti, come nel caso dell’ex Cofa». Infine il terzo ed ultimo capo d’accusa. «Questa giunta non è credibile perché è caratterizzata dalla triste pratica dell’uomo solo al comando – conclude Marcozzi - Qualche speranza potrebbe esserci solo se i posti di controllo e vigilanza, sull’operato del governo regionale, venissero assegnati ai cittadini attraverso il Movimento 5 Stelle».