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Data: 21/06/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
È tiro al bersaglio sull’ufficio speciale Nuove regole per la gestione del dopo terremoto Non ci sarà un assessorato regionale ad hoc

L’AQUILA E' aperto ormai da almeno un paio di settimane il dibattito sulla cosiddetta «governance» della ricostruzione. Al dare il via alla discussione, lo scontro tra Ufficio speciale e maggioranza a Villa Gioia, dove hanno creato più di un mal di pancia quelle che alcuni rappresentanti istituzionali cittadini hanno considerato delle vere e proprie ingerenze dell'Usra nei confronti della maggioranza: dal cronoprogramma per gli interventi nelle frazioni, che contrasta con quello del piano di ricostruzione approvato dal Consiglio comunale, alle riserve sollevate dal direttore Aielli sulle opere per i sottoservizi, passando per le perplessità che questi aveva espresso sulle strategie che l'Amministrazione intende adottare per il reperimento dei fondi. Infine, a mettere all'angolo l'Ufficio ci ha pensato la decisione della Provincia dell'Aquila di ritirare la firma dall'intesa che portò alla nascita dell'organismo tecnico voluto dall'ex ministro Barca con una legge ad hoc per il terremoto. Che qualcosa possa essere rimesso in discussione di quel provvedimento, e con esso verosimilmente l'attuale strutturazione degli Uffici speciali, lo si è capito nel corso della presentazione della nuova Giunta regionale, in cui l'ex parlamentare Giovanni Lolli ha spiegato che «nei prossimi giorni insieme a Legnini, ai parlamentari abruzzesi, a partire naturalmente dalla senatrice Pezzopane, e ai Comuni del cratere, dovremo mettere insieme un pacchetto di norme, o, meglio, di esigenze, scaturite dopo quest'anno e mezzo trascorso sotto il nuovo regime inaugurato dalla Legge Barca. Vedremo a quali di queste esigenze si potrà dare una risposta con norme nazionali e quali, invece, potranno essere soddisfatte con norme regionali. Io propendo per questa seconda ipotesi, ossia per l'utilizzo di processi amministrativi già esistenti». Cambiamenti in vista, insomma, ma non per quanto riguarda gli assetti istituzionali che sovrintenderanno ai processi di rinascita dei centri storici, come la creazione di una nuova struttura tecnica di missione annunciata nelle scorse settimane proprio dal sottosegretario Legnini. Non ci sarà, infatti, un assessorato in Giunta regionale dedicato alla ricostruzione, nonostante in campagna elettorale il centrosinistra abbia in più occasioni rivendicato la voglia di «far tornare la Regione protagonista nei processi di ricostruzione». «Sarebbe fonte di equivoci - ha spiegato Lolli, che molti alla vigilia della formazione del nuovo esecutivo regionale davano per assessore alla ricostruzione -. Vorrebbe dire, per la Regione, appropriarsi di responsabilità che oggi non ha perché lo Stato non gliel’ha assegnate. La Regione, piuttosto, può fare molto per quanto riguarda le materie di sua stretta competenza, per esempio l'urbanistica». Uno dei provvedimenti più invocati dal Pd è sempre stata, però, una legge quadro regionale sul terremoto, che oggi, a cinque anni dal sisma, rischierebbe di essere addirittura controproducente: «Un provvedimento del genere sarebbe stato utile e necessario qualche anno fa - spiega l’ex sottosegretario -. Da quando è intervenuta la Legge Barca, che ha redistribuito le responsabilità a livello di governance, la Regione non ha alcun titolo per organizzare il sistema generale che sovrintende alla ricostruzione. Essa può solo intervenire nelle materie di sua competenza. Lo Stato non gliene ha attribuite altre». In attesa di sapere quali saranno i futuri sviluppi, continuano a piovere intanto critiche sull'Ufficio speciale. A scagliarsi contro la struttura questa volta è Massimiliano Mari Fiamma, presidente di consorzio per uno stabile situato nel centro storico del capoluogo. «È chiaro a tutti - afferma - che il famoso miracolo aquilano dell’Usra non è altro che l’ennesima bufala e i toni trionfalistici e di ammirazione che accompagnano spesso i professionisti della ricostruzione sono del tutto immeritati e privi di fondamento. Chiedo un intervento urgente del sindaco che deve farsi carico di procedere alla verifica del lavoro della struttura in relazione alle pratiche extra asse centrale e all’eventuale accertamento delle responsabilità per questi mostruosi ritardi».

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