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Pescara, 16/03/2026
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Data: 22/06/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Porto caos si incaglia anche la pilotina. La piccola imbarcazione del pilota Costagliola finisce su una secca

Questa volta l’incidente è di minore entità ma la beffa si può dire ancora maggiore visto che a finire nelle secche non è stata la petroliera dell’Api, come era accaduto il 22 aprile scorso, al termine del sospiratissimo dragaggio, ma la pilotina di Leonardo Costagliola che aveva appena eseguito la manovra di accompagnamento della nave fuori dalle banchine commerciali. La piccola imbarcazione del pilota del porto si è insabbiata su un fondale di circa due metri e mezzo: «Niente di grave - è stato il suo primo commento - ma il lavoro fatto sin qui è servito a poco. Se non si approva subito il nuovo Piano regolatore portuale non si va da nessuna parte».
Sotto accusa, ancora una volta, l’ultimo intervento di dragaggio costato 13milioni di euro e concluso proprio nella primavera scorsa, quando si è verificato l’incagliamento della petroliera Galatea su un fondale di circa quattro metri e mezzo. Costagliola fa riferimento al progetto faraonico che prevede la deviazione del fiume e la realizzazione di nuove banchine su fondali più sicuri attraverso la modifica della diga foranea. Ma quanto costerà? E, soprattutto, quali sono i tempi di realizzazione di un intervento simile?
Chi vuole andare invece subito al sodo per superare l’annoso problema della manutenzione degli scali marittimi abruzzesi è il neo governatore della Regione, Luciano D'Alfonso: «Il porto di Pescara non ha un traffico economico sufficiente per richiedere l’Autorità portuale, ma questo ostacolo è superabile facendo sinergia con i porti di Ortona, Termoli, Giulianova e anche Civitavecchia». Insomma pensare in grande, sul modello della Macro Regione Adriatico-Ionica, per presentarsi al ministero con le giuste credenziali.
Per inciso, l’Autorità portuale non è un titolo accademico da cucirsi sul petto, ma un ente pubblico dotato di personalità giuridica istituito con la legge 84 del 1994. Un ente che gode di autonomia amministrativa, di bilancio e finanziaria, a cui sono attribuite numerose funzioni altrimenti svolte dalle Autorità marittime, come le Capitanerie. L’Autorità portuale si occupa in particolare della gestione e organizzazione di beni e servizi, della pianificazione territoriale nell’ambito portuale, del coordinamento, la promozione e il controllo delle operazioni portuali e delle altre attività esercitate negli scali. E, aspetto più importante, della manutenzione ordinaria e straordinaria, compresa quella dei fondali che viene affidata in concessione all’ente mediante gara pubblica. Ciò significa provvedere in piena autonomia, e fuori dalle lungaggini burocratiche di oggi, anche alle operazioni di dragaggio.

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