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Pescara, 16/03/2026
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Data: 24/06/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
D’Alfonso, ecco le deleghe. Oggi prima riunione della giunta Il governatore scrive ai direttori: «Sette giorni per spiegarmi cosa è stato fatto». D’Alfonso tiene per sè Infrastrutture e Trasporti

PESCARA Fumata bianca. Sono state finalmente distribuite da Luciano D’Alfonso le deleghe agli assessori della sua giunta: sono tante, fantasiose e imprevedibili, in puro stil novo dalfonsiano (in tempi di supremazia toscana nel Pd lo stilnovismo è quasi d’obbligo, anche se D’Alfonso lo applica da sempre al suo alato lessico). Per credere: «Piano regolatore dei tempi e del tempo liberato». E ancora: «Rivoluzione della pubblica amministrazione». Sentite, sentite qui: «Appennino italico». «Politiche del benessere sportivo e alimentare». Futurismo, marinettismo puro. Chissà come si raccapezzeranno, gli assessori di D’Alfonso. Che poi, si raccapezzino o meno, tanto c’è sempre lui.
Al di là delle deleghe fiorite, ce n’erano alcune di facile comprensione ma di notevole peso politico da distribuire. Su tutte, l’Agricoltura: l’ha presa Dino Pepe, insieme a Caccia, Pesca, Demanio marittimo e altro. Gli Enti locali li prende Mario Mazzocca, unico non-Pd della giunta, insieme ad Ambiente, Protezione civile, Servizio Idrico. Donato Di Matteo guiderà Lavori pubblici, Urbanistica e Parchi.
Marinella Sclocco le Politiche sociali e quelle del lavoro, e tra le altre deleghe quella al Tempo liberato, per ora poesia ma, una volta tradotta, si spera prosa.
PEZZI GROSSI
Poi, i pezzi grossi del team dalfonsiano, Giovanni Lolli e Silvio Paolucci. Il primo, vice presidente, non avrà la delega alla Ricostruzione aquilana, i cui dettagli verranno definiti più in là e la cui gestione sarà comunque cosa della presidenza tutta: per lui Attività produttive, Crisi industriali, Riforme istituzionali e la delega futuristissima all’Appennino italico (letta così, a dirla tutta, ha qualche eco di un lontano ventennio, del resto influenzato dal futurismo). Paolucci guiderà una serie di perifrasi: Programmazione sanitaria (sarebbe Sanità, ma c’è il commissariamento in capo al governatore), Leggi di stabilità finanziaria (insomma: Bilancio), Politiche del benessere sportivo e alimentare (leggi: Sport), Digitalizzazione e dematerializzazione del sistema amministrativo della Regione (leggi: Informatizzazione dei servizi), Politiche delle risorse umane, strumentali e tecnologiche (leggi: Personale), Rivoluzione della pubblica amministrazione (e qui lo smarrimento che D’Alfonso sta seminando da giorni tra i dirigenti della Regione con la fluviale narrazione delle sue intenzioni trova una sintesi).
Il governatore, come previsto, tiene per sè le Infrastrutture e i Trasporti. In più avoca alla presidenza altri settori importanti come la Cultura, il Turismo e la Programmazione comunitaria, insomma l’Europa: alcuni di questi, e forse altri, verranno con molta probabilità affidati a Camillo D’Alessandro, sottosegretario alla presidenza.
STATO DELL’ARTE
Già che c’era, ieri il governatore ha inviato una lettera ai direttori della Regione chiedendo lo «stato dell’arte delle iniziative ereditate dalla precedente legislatura», chiedendo conto delle «iniziative pensate, progettate, proceduralizzate, istruite, acconsentite, sottoposte al vaglio di altri livelli dell’ordinamento o di soggettività del privato sociale, capaci di generare effetto di crescita economica e sociale per il nostro territorio». Il tutto «per non disperdere il lavoro dispiegato in precedenza», eccetera eccetera e sottolineando come «le informazioni attese debbano avere una estrema leggibilità». Detto da un acrobata del lessico suona un po’ strana la richiesta di leggibilità, ma i direttori comprenderanno il messaggio: dite cos’avete fatto, e ditelo chiaro. Poi la carezza: «Avendo registrato uno spirito formidabile di collaborazione...». E l’affondo: «...non sarà difficile riscontrarla (la collaborazione) nell’arco di sette giorni lavorativi». Insomma, sette giorni per consegnare alla nuova giunta il quadro, definito nei particolari, di quanto è stato fatto negli ultimi cinque anni e mezzo «per non disconoscere, quando c’è naturalmente, il lavoro precedente».
CIAO CIAO MUNDIAL
A proposito, tanto per far soffrire un po’ e subito i suoi prodi, D’Alfonso ha convocato la prima riunione di giunta oggi alle 18, a Palazzo Silone, all’Aquila. Vale a dire esattamente all’ora del calcio d’inizio di Italia-Uruguay, partita-chiave per le sorti azzurre al Mundial. Non sono ammesse radioline nascoste sotto il tavolo con auricolare collegato tipo Fantozzi. Altrimenti D’Alfonso si vestirà anche da arbitro, fischierà il calcio di rigore,e magari l’espulsione. Assessore avvertito mezzo salvato.

Ecco tutte le deleghe della giunta regionale, nel dettaglio.

LUCIANO D’ALFONSO: presidente, Infrastrutture, Trasporti, Cultura, Turismo, Programmazione comunitaria e tutte le altre deleghe non specificate altrimenti.
GIOVANNI LOLLI: vice presidente, Attività produttive, Crisi industriali, Valorizzazione dei beni culturali, Appennino italico, Rapporti con le commissioni consiliari, Riforme istituzionali.
DONATO DI MATTEO: Lavori pubblici, Urbanistica, Parchi, riserve e montagne, Progetti speciali territoriali, Impiantistica sportiva.
MARIO MAZZOCCA: Enti locali, Associazionismo territoriale, Protezione civile, Assistenza tecnica agli enti locali, Servizio idrico, Cave e torbiere, Termalismo, Ambiente e ecologia.
DINO PEPE: Agricoltura, Caccia, Pesca, Economia del mare, Demanio marittimo, Cicloturismo, Contratti di fiume.
MARINELLA SCLOCCO: Politiche sociali, Politiche attive del lavoro, Politiche dell’apprendistato e della formazione, Pari opportunità, Politiche giovanili, Associazionismo del terzo settore, Piano regolatore dei tempi e del tempo liberato.
SILVIO PAOLUCCI: Programmazione sanitaria, Programmazione economica, Leggi di stabilità finanziaria, Politiche del benessere sportivo e alimentare, Rivoluzione della pubblica amministrazione, Digitalizzazione e dematerializzazione del sistema amministrativo della Regione, Politiche delle risorse umane, strumentali e tecnologiche

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