Gentile Direttore, le scrivo per raccontarle una circostanza che ha dell'incredibile. Per il lavoro che svolgo, faccio su e giù tra Pescara e Roma e da qualche anno ho maturato la convinzione che il servizio di autobus privato /pubblico su quella tratta è un buon esempio di funzionamento della concorrenza. Tantissimi pullman a tutte le ore, a prezzi competitivi, con orari di percorrenza rispettati. Con gli enormi problemi che l'Abruzzo ha nei suoi collegamenti fuori confine non è poco. Ma ecco che le mie meravigliose convinzioni, condivise con i tanti compagni di viaggio, si infrangono sulle rocce della realtà. Lunedì scorso mi avvio per prendere il solito autobus Di Carlo alle 7,25, scelto per tre motivi (prezzo competitivo/corsa diretta per Roma /orario perfetto) ed assisto basito alla "militarizzazione degli spazi di arrivo e partenza". Un altro vettore, evidentemente in accordo con un altra società, impediva all'autobus Di Carlo una normale sosta lungo il marciapiede per far salire i suoi clienti, imponendo di fatto una sosta forzata in doppia fila. Tale impedimento si è realizzato nel mettere in fila indiana tutti i loro mezzi a prescindere dall'orario di partenza. Non potevo crederci, soprattutto non capivo il senso: dimenticavo che fiumi di letteratura economica ci hanno detto che la concorrenza non è uno stato naturale nelle relazioni economiche, ma imposto dalle regole e dalla loro rigida applicazione. Quanto deve ancora andare avanti questo miserevole teatrino, prima che il Sindaco di Pescara intervenga mandando i vigili urbani sul posto? Che figura ci facciamo come Regione, su uno dei pochi servizi realmente efficienti ? Perché al mattino del lunedì debbo essere in imbarazzo nell'attesa del mio autobus quasi a sentirmi in difetto per non scegliere un altro bus? Se il suo giornale svolge una funzione "culturale" nel territorio, deve dare spazio a questi fatti sintomatici, approfondire queste distorsioni comportamentali e aiutare noi cittadini a chiamare in causa le Istituzioni per far rispettare le regole. Solo così diventeremo un Paese e una Regione normali. Mario Orsini, Pescara
La concorrenza sarebbe perfetta, sulle linee da e per Roma, se esistesse anche un servizio ferroviario degno di questo nome. Comunque: se l’episodio dovesse ripetersi, e l’intento è effettivamente quello di limitare l’azione di un concorrente, andrebbe documentato e denunciato.