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Pescara, 16/03/2026
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Data: 25/06/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ruffini l’uomo ombra «Chiamatemi decodificatore». Spezzettamento triangolazioni e controllo reciproco

PESCARA Una ricognizione ad ampio raggio sull'attività delle varie strutture: le pratiche già istruite e quelle giacenti, i contenziosi, i progetti, le iniziative in itinere. Entro sette giorni Luciano D'Alfonso vuol sapere tutto dai dirigenti della Regione. E lo ha messo nero su bianco. Un lavoro di ricognizione che dovrà fare capo a Claudio Ruffini (nella foto), già consigliere regionale del Pd nella passata legislatura e oggi di fatto capo di gabinetto, anzi pedina strategica nello staff dell'ufficio di presidenza che affiancherà il neo governatore. Per il politico teramano un compito da incursore negli scaffali della Regione, dove chiunque altro correrebbe il rischio di rimanere sepolto sotto una montagna di carte. Ma è proprio lui a spiegare la nuova mansione: «Il passaggio delle consegne non è solo di tipo cerimoniale. Chi subentra nella responsabilità di governo è inevitabile che cerchi di sapere cosa è stato fatto prima e qual è, ad oggi, lo stato dell'attività dei vari uffici. Un quadro che al momento non è rinvenibile».
Messe insieme le relazioni richieste ai dirigenti (nell'arco strettissimo di una settimana) serviranno a scattare la fotografia dell'eredità raccolta da D'Alfonso e dalla sua amministrazione. E tutto dovrà fare capo a Ruffini: «Come ha già spiegato D'Alfonso, io sono un po' il decodificatore dei rapporti con la struttura amministrativa, quello che dialoga con i dirigenti e riferisce al presidente. Diciamo che sarò un cacciatore tra le pratiche che spesso si arenano creando tanto distacco con il cittadino».
Gli altri due esponenti dello staff dell'ufficio di presidenza avranno compiti più generali e dovranno occuparsi di programmazione e politiche comunitarie. Intanto D'Alfonso continua a sondare il campo tra i magistrati e i prefetti in pensione per l'affidamento del delicatissimo incarico di segretario generale.
Da lunedì prossimo, dopo l'insediamento del Consiglio e la nomina della presidenza, inizierà l'altra grande partita: quella della probabile rotazione, o sostituzione, di direttori d'area e dirigenti. Anche su questo terreno D'Alfonso ha in mente di attuare una rivoluzione. Nel frattempo il neo governatore aspetta di conoscere cosa ha lasciato l'amministrazione Chiodi nei cassetti, e non ne fa mistero nella lettera indirizzata ai vari settori: «Per essere esaustivi, occorre sapere quali iniziative sono state pensate, progettate, proceduralizzate, istruite, acconsentite, sottoposte al vaglio di altri livelli dell'ordinamento o di soggetti del privato sociale, capaci di generare effetto di crescita economica e sociale per il nostro territorio».
A Ruffini spetterà il compito di mettere insieme tutti i contributi che arriveranno dagli uffici regionali e di farne una sintesi come base per il lavoro futuro. Dopodiché sarà convocata una riunione con i vertici della macrostruttura della Regione per le opportune valutazioni.

Spezzettamento triangolazioni e controllo reciproco

PESCARA Luciano D’Alfonso ha presieduto la sua prima riunione di giunta regionale, ieri all’Aquila a Palazzo Silone, ed ha ufficialmente consegnato a ciascun assessore il suo pacchetto di deleghe. Sullo sfoggio di fantasia offerto dal governatore nell’inventarsi deleghe dal marchio futurista (Piano regolatore dei tempi e del tempo liberato, Appennino italico, Politiche del benessere sportivo e alimentare) ci siamo soffermati ieri: ma l’apparente bizzarria dello stilnovismo dalfonsiano nasconde un piano ben preciso.
Spezzettando le deleghe D’Alfonso intende, di fatto, diminuire il potere di ciascun assessore a tutto vantaggio del potere collettivo della giunta: che poi lo spezzettamento sia mascherato da acrobazie lessicali serve solo a sottolineare il marchio di fabbrica dell’ex sindaco di Pescara, la sua cura maniacale dei dettagli e la sua perenne voglia di stupire con effetti speciali. Certo, gli effetti speciali non bastano se non riescono a produrre risultati, ma D’Alfonso su questo non ha mai dubbi: beh, che dire, staremo a vedere, questa sfida del ritorno in campo dopo cinque anni e mezzo passati nell’ombra a smaltire le amarezze e studiare, studiare, studiare sognando la fine del tempo sospeso è la più difficile della sua carriera politica. Ora che la gente lo ha votato e lo ha rivoluto sa che non può permettersi sbagli, non può lasciarsi sfuggire neanche un particolare.
E allora, ecco la necessità di mantenere stretto il controllo su chi lo accompagnerà nella nuova avventura. I settori vengono frazionati, rivestiti con nuovi nomi e distribuiti tra gli assessori (Sport: un po’ a Paolucci e un po’ a Di Matteo; Parchi e ambiente: un po’ a Lolli, un po’ a Di Matteo e un po’ a Mazzocca; Cultura: un po’ a Lolli e un po’ alla stessa presidenza; e via di questo passo). Le direzioni della Regione, massimo snodo amministrativo dell’ente, vengono accorpate e poi risitemate secondo nuove aggregazioni diverse da quelle affidate agli assessori, in modo che ogni direttore non abbia a che fare con un singolo assessore ma con più d’uno. E il confronto plurimo vuol dire controllo reciproco, più garanzie che nessuno curerà il proprio orticello: nè gli assessori, nè i direttori e gli altri alti dirigenti. Non basta: D’Alfonso chiederà ai presidenti di commissione ed ai capigruppo di maggioranza nelle commissioni stesse di interagire continuamente con l’assessore di riferimento di ciascuna commissione: «Triangolazioni», le chiama lui, «triangolazioni per consentire ai provvedimenti di viaggiare bene e veloci, per consentire davvero alla giunta di governare e cambiare questa Regione». In realtà è un sistema in cui tutti controllano tutti, e tutti riferiscono all’ufficio di presidenza, la cabina di regìa che D’Alfonso sta costruendo ampia e strutturata. Una versione aggiornata del «tutti per uno, uno per tutti» di Dumas, ed è inutile chiedersi chi rivesta il ruolo di D’Artagnan.
Riuscirà, D’Alfonso, nell’impresa di costruire una Regione nuova, partendo da questi presupposti? I primi passi della giunta ci daranno già delle risposte, tra poco.

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